venerdì 19 dicembre 2014

Biscotti natalizi: lamponi e cioccolato bianco, cacao e spezie.

Manca poco, pochissimo a Natale.
Fino all'anno scorso questo era un momento che attendevo con immensa trepidazione: non vedevo l'ora che il 25 Dicembre arrivasse ma, intanto, mi godevo l'atmosfera di attesa passeggiando per la città addobbata a festa e cucinando piatti degni di essere catalogati nei "comfort food".
Il periodo natalizio è sempre stato uno dei miei preferiti dell'intero anno.
Ricordo come, da piccola, fosse impossibile addormentarsi la notte della Vigilia, tanta era l'attesa dei regali, del pranzo, del giorno di festa in sé.
Ricordo la tristezza nel veder tramontare il sole il 25 Dicembre: "Natale" era finito e per un intero anno non ce ne sarebbe stato un altro.
Crescendo ho iniziato a dormire la notte della Vigilia ma ho continuato a svegliarmi presto la mattina, trepidante e felice per la giornata che si prospettava.
Quest'anno, però, il mio Natale sarà molto diverso e un po' mi vengono le lacrimucce a parlarne.
Ho scelto di intraprendere una strada che amo e che, come tutte le cose che si amano, richiede dei sacrifici.. e tutti sanno che non c'è giorno dell'anno in cui, in cucina, si lavori così tanto (e, possibilmente, così bene).
Si, avete capito bene, a Natale lavorerò!
Non che non me lo aspettassi, anzi, ero già certa del mio destino fin dall'inizio, fin dal giorno in cui fiera ho annunciato "voglio fare la cuoca!" ma ora che siamo al 19 dicembre non mi sembra proprio vero che manchi meno di una settimana a Natale.
Ieri, accucciata sul divano vicino al mio alberello illuminato me ne sono improvvisamente resa conto.
E i regali? E il pranzo?
Essendo cuoca dentro (e speriamo anche fuori..!) al pranzo di Natale ho già pensato (è solo diventata una cena di Natale..) mentre ai regali assolutamente no, così mi ritroverò all'ultimo a correre per la città alla disperata ricerca di qualcosa..
Insomma.. un Natale un po' particolare quello di quest'anno ma mi basta pensare che lo passerò lo stesso ai fornelli per tornare a sorridere.. :)
Se anche voi, per un motivo o per un altro, siete in ritardo con i regali e vi serve qualcosa di poco impegnativo, di grande effetto e sopratutto buono, mettetevi a biscottare ed impacchettate il tutto senza lesinare sul nastro rosso... successo assicurato!!



Biscotti lamponi e cioccolato bianco, cacao e spezie.

Ingredienti per 40 biscotti cioccolato bianco e lamponi:



250 gr di farina 00
130 gr di burro morbido 
120 gr di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
mezza bacca di vaniglia
80 gr di lamponi
60 gr di cioccolato bianco
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.

Con l'aiuto di delle fruste elettriche sbattete il burro morbido con l'uovo, unite la farina ed il lievito setacciati, lo zucchero, i semi di mezza bacca di vaniglia (potete raschiarli con un coltello) ed un pizzico di sale.
Impastate a mano (non preoccupatevi se il composto risulterà un po' secco e sbricioloso, i lamponi gli doneranno molta morbidezza), se doveste fare davvero troppa fatica, bagnatevi leggermente le mani e continuate ad impastare.
A questo punto unite i lamponi ed il cioccolato bianco spezzettato (potete anche usare le gocce) ed impastate velocemente, i lamponi si "spappoleranno" un po' ma purtroppo è inevitabile, vedrete che, dopo la cottura, il colore sarà bellissimo.
Fate riposare mezz'ora in frigorifero. Intanto portate il forno a 160 gradi ventilato (o 180 statico) e foderate due teglie di carta forno.
Prelevate dall'impasto delle porzioni della grandezza di mezza noce e ponetele sulla placca non troppo vicine tra loro (in cottura si allargheranno).
Cuocete per 13 minuti.
Lasciate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo.

Ingredienti per 30 biscotti al cacao e spezie:



80 gr di farina 00
110 gr di burro
40 di cacao amaro
110 gr di zucchero
2 albumi
mezza bacca di vaniglia
un pizzico di noce moscata
1 cucchiaino di cannella
un pizzico di sale
cioccolato fondente q.b.
cuoricini di zucchero q.b.

Con l'aiuto di una frusta elettrica sbattete il burro morbido con lo zucchero, unite la farina setacciata, i semi di vaniglia, la noce moscata, la cannella, un pizzico di sale ed il cacao setacciato.
Mescolate bene poi aggiungete i due albumi (il mio consiglio è di non metterli subito tutti, potrebbero bastarne meno) e impastate velocemente.
Fate riposare il composto in frigo per mezz'ora.
Intanto portate il forno a 160 gradi ventilato (o 180 statico) e foderate due teglie di carta forno.
Posizionate sulle placche piccoli mucchietti d'impasto (grossi circa come una noce) e infornate per 7/8 minuti. Teneteli ben distanziati perché si allargheranno molto,
Appena sfornati coppateli con un coppapasta a forma di cuore della larghezza di 1.5/2 cm e lasciateli riposare per almeno mezz'ora.
Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e, con un cucchiaio, tracciate delle linee sui biscotti (basterà far colare il cioccolato dalla punta del cucchiaio) ed incollateci un cuoricino di zucchero.
Fate raffreddare.

Ora siete pronti per impacchettarli o, più semplicemente... mangiarli!


Buone feste!

Valerie :)

domenica 7 dicembre 2014

Triglia farcita alla Mediterranea con purè all'aglio dolce e salsa di pomodoro.

Un giorno mi capitò di leggere un'intervista ad un cuoco (di cui, purtroppo, non ricordo il nome) che spiegava come riuscisse a volare lontano con la mente e con l'immaginazione pur lavorando in una piccola cucina di un ristorante sperduto in un paesino italiano.
Ecco, io questo chef, lo capisco a pieno. Perché la cucina è evasione, cucinare apre la mente ed un pochettino anche il cuore.
Come vi avevo anticipato nel post precedente ho iniziato a lavorare in un ristorante da quasi un mese, non è importante saperne il nome o dire quale sia il suo piatto forte.
È però importante dire che è da questo momento che inizi a capire se cucinare ti piace davvero, al cento per cento.
Perché finché cucinavo a casa, anche per dieci persone, ero io a deciderlo.
Io decidevo se volevo fare quella cena, io decidevo cosa fare e come farlo.
Concepivo la cucina come puro divertimento. Certo, un po' di sacrificio c'era, perché quando ti impegni a fondo in qualcosa è impossibile che non ci sia sacrificio ma, certamente, non lo avvertivo principalmente come tale.
Iniziare a lavorare in una cucina professionale significa fare ciò che ti dicono gli altri, che ti piaccia o no, significa umiltà (e credere di averne tanta è fin troppo facile!!), significa pensare di saper fare qualcosa e venire smentiti subito dopo, significa accettare critiche e ricominciare sempre, da capo, senza arrendersi mai. Significa sacrificio.
Però, allo stesso tempo, non rinuncerei mai a quel sacrificio.
E qui sta il punto. In questo mese di lavoro ho sbagliato (a volte nella pratica, a volte nell'atteggiamento)   ma non ho mai pensato che sarebbe stata "troppo dura" per andare avanti o che sarebbe stato più facile rinunciare.
La strada per inseguire i propri sogni è ripida sopratutto all'inizio ed io ora mi sento come Dante nel Paradiso Terreste: la vera e propria "scalata" non è ancora iniziata ma ho sicuramente già compiuto il primo passo.
Nel frattempo, come vi avevo già anticipato, sfrutto i giorni liberi per continuare a sperimentare a casa ed uno dei miei ultimi "esperimenti" ve lo propongo proprio oggi.
Personaggio principale di questo bel piatto: la triglia! Un pesce che non avevo mai considerato troppo ma che, una volta scoperto, dà grandissime soddisfazioni.
Poche spine, polpa soda e dolce ed un colore che parla da solo.
Tutte queste meravigliose caratteristiche insieme hanno contribuito a renderla un vero must nell'alta ristorazione: a partire da Massimo Bottura con la sua "Triglia alla livornese" (simbolo di Identità Golose 2015) fino ad un bellissimo piatto che ho visto proprio nella cucina del ristorante in cui lavoro.
Un piatto di cui non conosco la ricetta, né il sapore.. Non ho nemmeno provato a rifarlo, ma mi è bastato vederlo ed innamorarmi di quel rosa/rosso acceso per pensare "devo fare la triglia!".
Come? Lo vediamo subito!

Triglia farcita alla Mediterranea con purè all'aglio dolce e salsa di pomodoro.



Ingredienti per 6 persone:
6 triglie di scoglio
olive taggiasche
alici sott'olio
capperi sotto sale
1 kg di patate
1 testa d'aglio
6 cucchiai di passata di pomodoro 
sale q.b.
latte q.b.
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 noci di burro
olio e.v.o. q.b.

Come prima cosa occupatevi delle triglie: nel caso in cui non fossero già perfettamente pulite squamatele (le squame verranno via molto facilmente anche solo usando le mani), evisceratele ed asciugatele.
Con un coltello sfilettapesce dividete il pesce a metà (eliminando la colonna vertebrale con le relative spine) tenendolo però unito per la coda. In questo modo risulterà facile da farcire e manterrà anche la sua forma originaria.
Preparate il ripieno: in un mixer tritate le olive taggiasche private del nocciolo, i capperi sotto sale ben sciacquati sotto acqua fredda, le alici, un po' d'olio delicato e un goccio d'acqua. Otterrete un composto piuttosto sapido, tenete presente che è una farcia quindi deve risultare un filo più salata del normale, nel caso lo trovaste troppo forte allungatelo ancora con un po' d'acqua.
Ora potete passare al purè, ci tengo a specificare che in questo caso l'aglio è "dolce" non perché fatto bollire più volte nel latte ma perché viene cotto lungamente nel forno, questo rende il sapore meno forte e pungente riducendo l'aglio in una saporita purea.
Prendete dunque la testa d'aglio intera e mettetela in forno a 140/150 gradi per un'oretta.
Fate cuocere le patate (facendo attenzione che siano tutte della stessa grandezza) in pentola a pressione fino a che non risulteranno morbide.
Eliminate la buccia e schiacciate le patate con uno schiacciapatate, ponete su fuoco basso, mescolate con una frusta e iniziate ad aggiungere il latte ben caldo, procedete poco alla volta in modo da ottenere un composto cremoso ma non troppo liquido.
Tirate fuori l'aglio dal forno e schiacciate gli spicchi, la purea d'aglio uscirà facilmente.
Mantecate il purè con il parmigiano, il burro e l'aglio, girate bene e lasciate riposare con il coperchio per qualche minuto.
Intanto scaldate in un pentolino la passata di pomodoro (se dovete comprarla io vi consiglio la Mutti, a mio parere la migliore) e poi tenete in caldo.
Farcite le triglie con il ripieno (senza esagerare), richiudetele bene, condite con un filo d'olio e infornate a 180 gradi ventilato per 2/3 minuti.
Siete pronti per impiattare: fate una striscia di pomodoro sul piatto con un cucchiaio, ponete a un'estremità della striscia il purè all'aglio e dall'altra la triglia appena sfornata.
Servite subito.




Perdonatemi la foto non bellissime ma ho preparato questo piatto per una cena e la luce non era delle più favorevoli.

Buon inizio di settimana,
Valerie :)

giovedì 27 novembre 2014

Work in progress..!

Questo è un post diverso da tutti gli altri.
Non ci sarà una ricetta ma non solo.

Questo è un periodo davvero particolare della mia vita e, per quanto bello, di brutto ha che non riesco sempre ad aggiornare questo spazio ch sono sempre riuscita a  ritagliarmi.
Dov'eravamo rimasti?
L'Alma è ormai terminata da quasi un mese ed ora sono già arrivata alla terza settimana di stage presso un ristorante.
Incredibile vero?
Sognavo di potervi aggiornare molto spesso su ciò che accadeva ma, complice il fatto che non lavoro proprio a due passi da casa, il tempo è passato in un battito di ciglia.
Che dire? Lavoro, imparo, sbaglio.
Il mondo della cucina professionale è talmente diverso da ciò che ero sempre stata abituata a fare che mi sembra di non aver mai cucinato davvero.
Ma è giusto così e non c'è niente di diverso da ciò che mi aspettavo.
Continuo a cucinare anche a casa nei giorni di chiusura del ristorante e continuo a fotografare, ciò mi fa ben sperare che presto potrò anche tornare a postare.
Sarà un Natale molto diverso quello di quest'anno ma spero, almeno in piccola parte, di poterlo passare anche qui, con voi e con tante ricette che odoreranno di cannella e pan pepato.
I sogni son desideri ed io, la strada del sogno l'ho appena intrapresa e sarà lunga, lunghissima.
Ciò che, in questo percorso non potrà mai cambiare, sarà l'immenso amore che, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, cresce in me verso la cucina.
Vi lascio con un'immagine: una bella torta di cui vado molto fiera, preparata per il compleanno della sorella migliore al mondo.

Un bacio e... a presto!


Valerie :)

lunedì 10 novembre 2014

Risotto con coniglio, verdurine e polvere di olive taggiasche.

Di nuovo qua, non solo su queste pagine ma anche sul mio letto, nella mia casa, nella mia città.
Il mio primo corso di cucina professionale è terminato una settimana fa e, non vi nego, che tornare a casa sia stato un piccolo trauma.
Non necessariamente in senso negativo, qui ho ritrovato la mia famiglia, i miei amici ed alcune vecchie abitudini che pensavo di aver ormai dimenticato.
Quando dico che è stato "traumatico" intendo dire che, anche se può sembrare strano, un po' me l'ero dimenticato com'era "casa".
Se c'è una cosa che mi risulta facilissima, quella è ambientarmi: così era diventata "casa" la mia stanza in un appartamento di Manchester, era diventata "l'abitudine" partire tutte insieme alle nove meno dieci per andare a scuola e poi fare cena con le insalate di Sainsbury's (si, lo so che dovrei aver appena concluso un corso di cucina..).
Dopo qualche settimana "casa" sarebbe diventato il mio appartamento a Colorno, sarebbe diventata "abitudine" il "karaoke" con le amiche il giovedì sera (o dovrei chiamarla una discoteca fai da te?) e la cena tutte insieme portando le sedie dalle proprie cucine perché non ce n'erano mai abbastanza.
Ed ora un po' tutto questo mi manca.
Ma so anche che è l'inizio di un viaggio stupendo e non c'è un giorno in cui mi penta di aver intrapreso questa strada.

Risotto con coniglio, verdurine e polvere di olive taggiasche.




Ingredienti per 6 persone:

350 gr di coniglio a tocchetti (il peso è calcolato sulla sola polpa)
600 gr di riso superfino (tipologia Roma, Arborio, Carnaroli)
2 zucchine
3 carote
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco abbondante
acqua q.b.
3 noci di burro
sale q.b.
pepe bianco q.b.
1 barattolo di olive taggiasche (meglio se denocciolate)
1 mazzolino di prezzemolo 
3 cucchiai abbondanti di robiola 
1 manciata di parmigiano grattugiato



Per prima cosa occupatevi delle olive: se non sono già denocciolate eliminate il nocciolo, tritatele al coltello, ponetele su una placca e infornatele a 130 gradi ventilato per un'ora/un'ora e mezza.
Poi occupatevi del coniglio: io vi consiglio di acquistarne metà già diviso in pezzi, se no potete ovviamente dividerlo voi.
Disossatelo eliminando tutte le ossicine e le parti cartilaginee poi riducete la polpa a cubetti (possibilmente non più grossi di 1 cm).
Fate scaldare due cucchiai d'olio in una casseruola poi unite le ossa del coniglio e una carota tagliata a tocchetti, fate tostare, aggiungete abbondante acqua fredda e mettete su fuoco molto basso. Il brodo dovrà cuocere circa un'ora e mezza.
Lavate le zucchine e le carote (queste ultime andranno pelate) e riducetele a tocchetti di circa 0,5 cm, sminuzzate lo scalogno.
In una casseruola fate scaldare un filo d'olio e una noce di burro, quando si sarà sciolto ed inizierà a sfrigolare aggiungete lo scalogno, le zucchine e le carote. Fate cuocere per 2/3 minuti.
Aggiungete il coniglio a tocchetti e fatelo tostare, dovrà prendere un po' di colore (comunque non più di 4/5 minuti).
A questo punto unite il riso e giratelo bene in modo che diventi "lucido", dopo 2 minuti unite il bicchiere di vino (anche uno e mezzo va bene) e lasciate che evapori da solo, senza andare a toccare il riso.
Quando il vino sarà completamente evaporato e il riso tenderà ad attaccarsi un po' al fondo iniziate ad aggiungere brodo stando un po' più abbondanti verso l'inizio della cottura.
Salate subito dopo il primo mestolo di brodo in modo che il sale possa ben penetrare nel chicco.
Portate il riso a fine cottura (controllate la confezione: di solito va dai 15 ai 18 minuti) aggiungendo un mestolo di brodo alla volta.
Spegnete il fuoco e mantecate con tre cucchiai abbondanti di robiola, due noci di burro fatte precedentemente sciogliere ed un po' di parmigiano (a seconda dei vostri gusti).
Mentre il riso riposa qualche minuto tirate fuori le olive dal forno e tritatele in un mixer dandogli solo una girata (se no si creerà una pasta di olive).
Servite subito completando il risotto con una spolverata di olive taggiasche essiccate e una foglia di prezzemolo.



Buon appetito e buona settimana,
Valerie :)





lunedì 20 ottobre 2014

Voglia di tradizione: sarde in saor.

Buon inizio di settimana a tutti voi!
Una settimana che si preannuncia molto, molto intensa per me.
Esattamente tra sette giorni dovrò affrontare l'esame finale del corso Tecniche di Base che sto frequentando presso l'Alma e lo studio si fa sempre più intenso.
Non so se sia una cosa positiva o negativa ma, per il momento, l'ansia non si fa sentire ed io spero vivamente che tutto andrà per il meglio :)
La mole di cose che sto imparando, tra tagli, pulizia e nozioni sugli alimenti è incredibile ed ogni giorno che passa mi sento sempre più fortunata ad essere qui, a Colorno.
Il fatto che questa mia prima esperienza "scolastica culinaria" stia per finire mi rende triste, contenta e "timorosa" allo stesso tempo.
Triste per mille motivi. In questo piccolo paese, dentro quella meravigliosa struttura, ho conosciuto persone fantastiche e, ora come ora, non riesco davvero a pensare al momento dei saluti.
So che non saranno addii e che sicuramente ci rivedremo (magari di nuovo qui, all'Alma) ma, in soli due mesi, ci eravamo così tanto abituate alla presenza l'una dell'altra che ora sarà difficile farne a meno.
Triste perché ho appreso mille cose e so che ne ho ancora altre mille da imparare ma non lo farò qui, in quelle due aule che ho amato e temuto allo stesso tempo.
Felice perché il mondo del lavoro, per la prima volta nella mia vita, è lì davanti a me ed io non vedo l'ora di entrarci.
Ed infine la paura. Paura perché varcherò quella soglia che ti fa diventare "grande" davvero e ti carica di altre responsabilità di cui prima avevi solo sentito parlare.
Però sono felice ogni giorno per ciò che faccio e per ciò che mi aspetterà e lo affronterò con tanto coraggio e un pizzico di paura, che male non fa mai.

Sarde in saor.



Ingredienti per 6 persone:

2 cipolle bianche 
500 gr di sarde
40 gr di uvetta
40 gr di pinoli
olio e.v.o. q.b.
sale q.b.
aceto 200 ml
vino bianco 200 ml
acqua 250 ml
sale 12 gr
zucchero 20 gr
farina q.b.
olio di semi q.b.

Per prima cosa mettete in una casseruola l'aceto, il vino bianco e l'acqua. Quando arriverà al bollore aggiungete sale e zucchero, spegnete e tenete da parte.
Mentre la vostra bagna raggiunge il bollore pulite le sarde: staccate la testa e apritele a libro facendovi strada con il pollice poi eliminate la spina dorsale sempre usando le mani.
Tagliate una cipolla ad anelli sottili (potete utilizzare una mandolina o farlo al coltello, devono essere sui 2 mm) ed un'altra a julienne.
Mettete a bagno l'uvetta e tostate i pinoli in una padella antiaderente senza grassi.
Fate scaldare abbondante olio di semi in una casseruola e, mentre aspettate che diventi caldo, impanate le vostre sarde nella farina.
Non appena l'olio sarà pronto friggetele fino a che non diventeranno dorate.
In una padella ponete un due cucchiai d'olio, aggiungete le cipolle a julienne e fate soffriggere leggermente.
Unite tre cucchiai abbondanti della bagna che avevate preparato all'inizio, i pinoli tostati e l'uvetta strizzata.
Cuocete fino a che la bagna non si riduce.
Una volta fritte le sarde friggete anche gli anelli di cipolla e scolate il tutto su carta assorbente.
In una pirofila ponete gli anelli di cipolla fritti, al di sopra le sarde e coprite con cipolle, uvetta, pinoli ed il loro sughetto.
Coprite con carta stagnola e lasciate riposare una notte in frigorifero.



Tiratele fuori dal frigo 15 minuti prima di servirle.



Buona settimana e buon appetito,
Valerie :)


giovedì 9 ottobre 2014

Sogliola ripiena e branzino autunnale al forno.

Dopo tanti giorni in cui iniziavo a scrivere e poi, puntualmente, rimandavo, oggi riesco a trovare un attimo di calma e respiro.
Ad essere onesti dovrei ancora leggermi come dividere un pollo in settimi ed in ottavi in previsione della lezione di oggi ma non posso ritardare ancora questo post.
Per molti motivi. Il primo è che dopo più di una settimana senza postare questa pagina bianca, pronta da riempire, mi manca tantissimo. Il secondo è che il mio blog ha finalmente cambiato veste e devo per forza inaugurarla (mi aspetto di sapere cosa ne pensate!!).
Il terzo è che finalmente posso mettere in pratica qualcosina di ciò che ho imparato alla scuola, per quanto riguarda tagli e "sfilettamenti".
Eh si, il piatto che vedrete oggi è stato creato ad hoc per potermi esercitare con ciò che stiamo imparando a lezione.
Voi, ovviamente, non avete alcun obbligo in merito allo sfilettamento del pesce (che vi può tranquillamente fare il pescivendolo) o a dei perfetti cubetti di verdura.
Ma, ahimè, mi tocca.
Il risultato è davvero, davvero carino e il sapore delicato rispetta a pieno le carni tenere di sogliola e branzino.
Il piatto, in famiglia, è piaciuto moltissimo e spero che non deluderà neanche voi :)
Per ultimo, ma non ultimo, desidero ringraziare tantissimo Kristine che mi aiutato molto nel rimodernamento del blog.

Sogliola ripiena e branzino autunnale al forno.



Ingredienti per 6 persone:

3 branzini (o 6 filetti di branzino)
3 sogliole (o 12 filetti di sogliola)
6 patate medie
1 carota
1 zucchina 
60 gr di burro
1 mazzo di prezzemolo
5 funghi porcini rossi
250 gr di piselli surgelati
1 scalogno
sale q.b.
pepe q.b.
olio e.v.o. q.b.

Sogliola ripiena.
Se non partite dai filetti già pronti per prima eviscerate la sogliola, privatela della pelle e sfilettatela.
Dovrete così ottenere 4 filetti per ogni pesce che porrete in frigo coperti da carta bagnata con acqua e sale.
Mettete a bollire 3 patate in acqua salata dopo averle sbucciate e cuocete fino a che non saranno morbide.
Prendete un'altra patata e dividetela a metà nel senso della larghezza, una metà la ridurrete in cubetti e l'altra in fili molto sottili (potete anche utilizzare una grattugia).
Fate sciogliere il burro in un pentolino ed unitevi un trito fine di prezzemolo.
Tagliate a cubetti anche la carota e la zucchina.
In una padella ponete un filo d'olio e fate saltare per 3/4 minuti i cubetti di verdura che dovranno rimanere croccanti.
Tritate lo scalogno e ponetelo a stufare in una casseruola con un po' d'olio, unite i piselli, fate cuocere brevemente e poi aggiungete acqua in modo che i piselli non siano completamente coperti. Portate a cottura, salate, pepate e frullate con l'aiuto di un minipimer ad immersione.
Quando le patate bollite saranno pronte schiacciatele con uno schiacciapatate e unite il burro aromatizzato al prezzemolo. Mescolate bene fino ad ottenere un composto morbido.
Prendete ora i vostri filetti di sogliola e piegateli a metà creando come una tasca che farcirete con il composto di patate aiutandovi con una sac a poche.
Infornate la sogliola farcita a 160 gradi ventilato per 10/15 minuti, controllandola frequentemente.
Qualche minuto prima di sfornarla, friggete in olio di semi la julienne di patate che avevate preparato precedentemente. Scolate su carta assorbente e salate lievemente.
Siete pronti per impiattare: ponete due cucchiaiate di crema di piselli sul piatto e disponetela a cerchio, ponete sopra due filetti di sogliola ripiena, cospargete con cubetti di verdura croccanti e, sopra il pesce, ponete un po' di julienne di patata fritta.



Branzino autunnale.
Se disponete di branzini ancora interi la prima cosa da fare è eliminare le pinne, squamarli, eviscerarli, sfilettarli e togliergli la pelle,
Quando avrete i vostri filetti pronti poneteli in frigo coperti da carta bagnata con acqua e sale.
Prendete 2 patate, sbucciatele, tagliatele a metà per il senso della lunghezza e riducetele in fettine sottili.
Pulite i porcini eliminando tutta la terra e tagliate anch'essi a lamelle sottili.
Ungete una padella con un filo d'olio e fateci saltare le patate fino a che non saranno al dente (cuoceranno poi in forno), salatele e cospargetele di prezzemolo tritato.
Nella stessa padella scottate le lamelle di fungo per qualche minuto e tenetele da parte.
Su una placca forno coperta da carta forno ponete i filetti di branzino, salateli leggermente e ricopriteli con patate e funghi alternati ordinatamente. Ungete con un filo d'olio e infornate a 170 gradi ventilato per 15/20 minuti,
Sfornate e servite subito.



Potete scegliere se preparare questi due piatti e servirli insieme, come ho fatto io, oppure cucinarne uno solo ed abbinarlo con un buon contorno, in ogni caso, fatemi sapere! :)

Buon appetito,
Valerie :)

mercoledì 1 ottobre 2014

Tiramisù di fichi e mascarpone.

Oggi è la prima giornata in cui si respira l'autunno a pieni polmoni.
Si, lo so, molti di voi non saranno affatto contenti di ciò ma io non posso che esserne entusiasta.
Sarà che ho sempre amato l'alternarsi delle stagioni, come se ogni volta fosse arrivato davvero il momento giusto per cambiare.
Mai come quest'anno ho atteso l'estate ma si, anche se sembra incredibile, ora sono quasi contenta che sia finita.
Lasciatemi dire che è stata un'estate fantastica, incredibile. Sia per i posti che ho visitato sia per le persone che ho conosciuto.
Ma, sopratutto, è stata un'estate di enormi cambiamenti.
Forse è proprio per questo che sono così contenta che l'Autunno, con i suoi cieli scuri e i suoi maglioni caldi, sia arrivato. Perché è come se sancisse un cambiamento, se vogliamo, una nuova vita.
Ve l'ho detto: di tempo per pensare, qui all'Alma, ce n'è poco.
Per me è un'esperienza talmente nuova e totalizzante che ,probabilmente, tra poco mi ritroverò fuori di qui con un diploma in mano a rendermi conto di come il tempo sia passato.
Perché, credetemi, qui ogni settimana è davvero un battito di ciglia, qui otto ore di lezione ai fornelli volano via pur facendo talmente tante cose da riuscire solo a pensare a quanto sarà importante tenersele dentro e portarsele via, una volta usciti.
Perché è vero che anche i sogni fanno sudare ma solo loro ti fanno tornare a casa felice e completa ogni giorno.

Tiramisù di fichi e mascarpone.



Ingredienti per 5 persone:

8 fichi
savoiardi q.b.
250 gr di mascarpone
2 albumi
miele q.b.
2 cucchiai abbondanti di vino passito
1 goccio di grappa
mandorle a lamelle q.b.



Questa ricetta è davvero semplice ma molto d'effetto. Partiamo dai fichi: lavateli, asciugateli e sbucciateli, tagliateli in 4 spicchi e poneteli in un pentolino con il passito ed il miele stemperato in mezzo bicchiere d'acqua.
Cuocete per circa 6-7 minuti fino a che i fichi non si saranno ben ammorbiditi mantenendo comunque la loro forma.
Prendete ora il mascarpone ed aggiungeteci un cucchiaio di miele e un goccino di grappa.
Montate gli albumi a neve non troppo ferma ed uniteli al composto di mascarpone con una spatola (eseguite un movimento dall'alto verso il basso per non smontarli).
Prendete i vostri bicchieri (possibilmente trasparenti) e iniziate a comporre il vostro tiramisù: sulla base ponete un savoiardo spezzato inzuppato nella bagna dei fichi, nappate con un cucchiaio abbondante di crema, ponete due spicchi di fichi e aggiungete altra crema. Livellate e ponete in frigo per 2-3 ore.
Tenete da parte 5 spicchi di fichi che userete per guarnire.
Trascorse le ore di riposo tostate le lamelle di mandorle in una padella senza grassi e riprendete i vostri bicchieri: ponete lo spicchio di fico da un lato e cospargete la rimanente crema con delle lamelle di mandorla.
Servite subito.




Buon appetito,
Valerie :)

lunedì 22 settembre 2014

Muffin ai mirtilli.

Quando si arriva a Settembre la Domenica assume subito un altro volto.
Diventa il giorno in cui ci si sveglia al momento giusto, ci si concede una giusta colazione e ci si mette, finalmente, ai fornelli per preparare ricette già decise e pensate nei giorni precedenti.
Per me questo significa Domenica.
Sono cambiate molte cose da quando frequentavo il liceo; qui all'Alma i miei orari sono sempre diversi e, a volte, manca proprio la forza di mettersi a cucinare qualcosa dopo otto ore di lavoro.
So che molti di voi vorrebbero sapere come mi trovo, cosa faccio e in cosa consistano le lezioni ma non credo che sia ancora il momento per parlarne.
La quarta settimana di corso è appena iniziata ed io sento che ho ancora molte cose da scoprire (ed ovviamente da imparare, ma questo mi pare superfluo..) ma non temete, ci sarà tempo e modo per raccontarvi.
Ricollegandomi al discorso iniziale, questo weekend sono tornata ad Asti per rivedere la mia famiglia ed i miei amici e per dedicare la mattina della Domenica a ciò che più mi piace: cucinare.
Se mi seguite da un po' sarete già a conoscenza della mia passione per i dolci da colazione: una coccola che fa partire nel modo giusto la giornata, specie se annaffiata da un po' di caffèlatte.
Per questa settimana la mia scelta è ricaduta su dei semplici muffins arricchiti dal più semplice degli ingredienti: i mirtilli.
Soffici, morbidi e non troppo dolci, perfetti per la colazione, sia che li vogliate inzuppare nel latte sia che li preferiate in purezza.

Muffin ai mirtilli.



Ingredienti per circa 12 muffins:
125 gr di mirtilli
90 gr di burro
200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 ml di latte 
50 gr di fecola di patate (o maizena)
2 uova
lievito per dolci 
1 pizzico di sale
lamelle di mandorle q.b.

Ponete in una ciotola le uova con lo zucchero ed iniziate a montare fino a che non otterrete un composto soffice (ma non troppo spumoso, per intenderci, non stiamo facendo un tiramisù), aggiungete a questo punto il burro morbido (tirato fuori dal frigo una mezz'ora prima) e continuate a montare con le fruste elettriche. Aggiungete il latte ed amalgamatelo.
Unite a questo punto la farina, la fecola, il lievito e il pizzico di sale setacciati ed incorporateli al composto di uova servendovi di una spatola.
Una volta che il vostro composto risulterà omogeneo aggiungete i mirtilli lavati ed asciugati ed iniziate a riempire i vostri pirottini per tre quarti.
Completate con delle lamelle di mandorle ed infornate per circa 30 minuti a 180 gradi statico (o 160 ventilato) ricordandovi di controllarli più frequentemente dopo i primi 20 minuti.
Sfornate i vostri muffins e lasciateli raffreddare.
Se vi piace spolverizzateli leggermente di zucchero a velo setacciato.
Potete conservarli per diversi giorni dentro una tortiera o comunque adeguatamente coperti.


Non mi resta che augurarvi una buona settimana :)


Valerie :)

domenica 7 settembre 2014

Cannelloni di melanzane e crema di ricotta.

Finalmente, rieccomi!
Non avevo mai passato così tanto tempo lontano dal blog e, devo dire, che sentivo molto la mancanza di questo mio piccolo spazio.
Che dire? Di cose ne sono successe davvero tante.
Prima (ad inizio Agosto) c'è stato il viaggio in Inghilterra: tre settimane che non avrei potuto immaginare migliori.
Non solo per i posti, meravigliosi, che ho avuto l'occasione di vedere e di vivere ma anche per le persone che ho incontrato. Posso dire a tutti gli effetti di essermi fatta dei nuovi amici, di quelli veri, che non vedi l'ora di riabbracciare.
Dopo essermi "calata" al 100% nell'ambiente inglese sono tornata a casa una settimana fa e, dopo aver passato 16 ore a casa, sono ripartita.
E qui ce ne sarebbe tanto da dire.
Tanto perché, a questo punto, bisogna tornare al discorso tanto agognato del "futuro".
L'estate prima o poi doveva finire e il "futuro" prima o poi doveva iniziare.
Quindi eccomi qua, a Colorno, piccolo paese in provincia di Parma che ospita la scuola Internazionale di Cucina Italiana: in una parola l'Alma.
Forse avrete già sentito parlare di questa scuola, oppure sarà la prima volta che la sentirete; fatto sta che sono qui a frequentare un corso di Tecniche Base per inseguire un sogno grande, grandissimo che mi accompagna da più di due anni a questa parte.
La prima settimana si è conclusa giusto due giorni fa e davanti a me rimangono ancora otto settimane e tante speranze.
Ma avremo modo di parlarne e riparlarne. Ora vi scrivo dal mio appartamento a Colorno in cui sono appena tornata dopo un weekend di nuovo a casa. Per raccontare tutto alla mia famiglia, ai miei amici, E vi assicuro che sono stati fiumi di parole.
Visto che voglio evitare di "inondarvi" già al primo post, salto alla ricetta, una ricetta semplice, dal profumo casalingo (ora più che mai capisco bene cosa sia il profumo casalingo) che ho preparato prima di partire e che aspettava solo queste pagine.
Questa, comunque, è la mia scelta e sono molto felice di condividerla con voi.


Cannelloni di melanzane e crema di ricotta.





Ingredienti per 6 persone:

500 gr di ricotta
1 cipollotto 
100 ml di birra
100 gr di ricotta salata
400 gr di melanzane
1 mazzetto di basilico
200 gr di salsiccia
300 gr di passata di pomodoro
150 gr di parmigiano
1 spicchio d'aglio
500 ml di latte
50 gr di burro
40 gr di farina
sale q.b.
noce moscata q.b.
olio e.v.o. q.b.


Se avete dei cannelloni già pronti (di quelli che si trovano al supermercato) potete partire direttamente dalla salsiccia: in un tegame ponete due cucchiai d'olio a scaldare, tritate finemente il cipollotto e mettetelo a soffriggere per qualche minuto.
Togliete la pelle alla salsiccia e tagliatela a tocchetti, aggiungetela al cipollotto e fatela rosolare, dopodiché sgranatela bene con una forchetta.
Quando sarà ben rosolata sfumate con la birra e fatela evaporare a fuoco medio.
Tagliate le melanzane a cubetti e fatele friggere in 5-6 cucchiai d'olio. Scolatele, aiutandovi con un ragno da cucina, su carta assorbente.
Nel frattempo preparate il sugo di pomodoro: in un tegame mettete a scaldare 2 cucchiai d'olio e l'aglio in camicia, appena sarà caldo aggiungete la passata, salate e fate cuocere a fuoco basso per circa 15 minuti. Eliminate poi l'aglio.
Siete ora pronti per preparare la farcia dei nostri cannelloni: in una ciotola ponete la ricotta, delle foglie di basilico spezzate, i cubetti di melanzana fritti, la salsiccia, il parmigiano grattugiato e amalgamate bene.
Assaggiate e regolate di sale e pepe, dopodiché aggiungete 6/7 cucchiai di passata di pomodoro fino ad ottenere una crema piuttosto densa e rossastra.
Riempite una sac à poche con questo composto e mettetela in frigo ben chiusa.
Preparate ora la besciamella: in un pentolino mettete a scaldare il latte, in un altro ponete il burro a sciogliere, non appena sarà sciolto aggiungete la farina e mescolate subito con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Fate cuocere il vostro roux per circa un minuto mescolando di tanto in tanto poi iniziate ad aggiungere latte caldo, potete aggiungerlo in tre volte. Non smettete mai di mescolare vigorosamente con una frusta se non volete ottenere una besciamella grumosa.
Una volta che la salsa si sarà ben addensata fate cuocere ancora qualche minuto (sempre mescolando) e poi spegnete. Assaggiate, salate e aggiungete un pizzico di noce moscata.
Sul fondo di una pirofila stendete un cucchiaio di passata ed uno di besciamella poi iniziate a farcire i vostri cannelloni con la sac à poche.
Se utilizzate quelli già pronti non ci sarà bisogno di sbollentarli, in caso contrario sbollentate le vostre sfoglie in acqua bollente 30 secondi prima di formare il cannellone.
Sistemate i cannelloni farciti ben vicini tra loro poi ricoprite con uno strato di besciamella ed uno di passata. Grattugiate sulla superficie della ricotta salata in scaglie ed infornate a 180 gradi (170 se ventilato) per 45 minuti.
Sfornate e lasciate riposare 10/15 minuti prima di servire.



Ora che l'estate si è, almeno per me, ufficialmente conclusa spero di tornare il più attiva possibile su queste pagine, stanchezza permettendo! Per il momento, vi auguro una buona settimana :)



Valerie :)

domenica 3 agosto 2014

Pomodori ripieni di riso, patate e cozze.

Benvenuto Agosto!
Un Agosto strano, stranissimo.
Strano non solo per il tempo, freddo ed ostile, ma strano anche per me.
Questo è il mese del cambiamento, l'inizio di qualcosa di diverso.
Tra sette giorni partirò per l'Inghilterra e, al mio ritorno, mi aspetterà quella "cosa", a tratti definita, a tratti no, chiamata futuro.
Nella mia testa è tutto così ben delineato da sembrare già scritto ma. in realtà, ogni cosa deve ancora iniziare, ogni cosa dev'essere ancora vissuta.
E io non vedo l'ora.
Questo Agosto, fuori freddo ed uggioso, è per me caldissimo poiché porta con sé tanta felicità e tanta voglia di cambiare.
Vi avevo già anticipato che, a tempo debito, vi avrei parlato della mia scelta post-liceo, e lo farò.
Ma l'estate non è affatto finita: il viaggio da me più atteso deve ancora arrivare, magari tanti di voi dovranno ancora partire.. C'è tanto tempo prima che giunga Settembre, e ci arriveremo, insieme.
A riprova del fatto che questo mese ha davvero qualcosa di speciale volevo informarvi che questo è il mio centesimo post: grazie a tutti coloro che, fino a qui, sono stati con me, leggendomi, commentandomi e consigliandomi.
Mi auguro cento e poi altri cento di questi post.

Pomodori ripieni di riso, patate e cozze.


Ingredienti per 6 persone:

18 pomodori ramati ben maturi (ne ho previsti tre a persona perché i miei non erano molto grandi)
1,3 Kg di cozze
1 mazzetto di prezzemolo
1 manciata di foglie di basilico
300 gr di patate
400 gr di riso da risotto (Carnaroli, Vialone ecc.)
brodo vegetale q.b.
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe q.b.
3 cucchiai di pangrattato

Per prima cosa occupatevi dei pomodori: lavateli, privateli della calotta (che terrete da parte) e svuotateli tenendo la polpa.
Salateli internamente e metteteli su una gratella girati al contrario in modo che perdano l'acqua in eccesso.
Passate ora alle cozze: lavatele bene e ponetele in un tegame con due cucchiai d'olio, mezzo bicchiere d'acqua e uno spicchio d'aglio sbucciato e privato dell'anima.
Coprite con un coperchio e fate cuocere 3/4 minuti, le cozze dovranno aprirsi ma non cuocersi totalmente.
Eliminate i gusci e filtrate il liquido ottenuto con un colino.
Tritate un mazzolino di prezzemolo e aggiungetelo al liquido che terrete da parte.
Riprendete i pomodori: girateli, salateli abbondantemente e oliateli, metteteli in forno caldo a 180 gradi per circa venti minuti, si dovranno asciugare bene.
Lavate, pelate e tagliate a cubetti le patate avendo cura di porle dentro una tazza piena di acqua fredda che impedirà loro di annerire.
Siete pronti per iniziare il risotto: in una padella ponete due cucchiai d'olio e, appena sarà caldo, aggiungete la cipolla ben tritata che farete ammorbidire a fuoco basso.
Frullate la polpa dei pomodori (se risulta acida aggiungete un cucchiaio di zucchero) e aggiungetene due cucchiai nella padella.
Unite il riso e fatelo tostare per 2/3 minuti: si dovrà un po' attaccare alla padella, sfumate poi con il liquido delle cozze e fatelo evaporare.
Unite anche le patate e il resto della polpa di pomodoro (se risulta troppa non aggiungetela tutta, semmai lo farete a cottura avanzata) e iniziate ad aggiungere brodo.
Fate attenzione che il vostro risotto non risulti troppo brodoso poiché anche la polpa di pomodoro aggiungerà alla preparazione dell'acqua che dovrà poi ridursi.
Quando il riso sarà quasi a cottura (lasciatelo abbastanza al dente), spegnete e unite le cozze e le foglie di basilico.
Farcite i pomodori con il risotto e spolverizzateli di pangrattato.
Ponete nella teglia anche i coperchi rivolti verso l'altro e ungete sia quest'ultimi che i pomodori ripieni con un filo d'olio.
Infornate a 180 gradi per 15/20 minuti, poi accendete il grill per ancora qualche minuto in modo che il pangrattato formi la crosticina.
Sfornateli, unite loro il "coperchio" e servite.



Piccoli accorgimenti: per questi pomodori ripieni (e ancor di più per la ricetta classica) è fondamentale avere a disposizione dei buoni pomodori.
Purtroppo trovarli non è sempre facile. Per ottenere un buon risultato, nel caso in cui non disponiate di pomodori ben maturi e dolci, sostituite la polpa con dei pomodori pelati di buona marca, saranno senz'altro più dolci di un pomodoro non abbastanza maturo.



Buon appetito e buon inizio di settimana,
Valerie :)








mercoledì 30 luglio 2014

Insalata francese con chèvre chaud.

Welcome back to Italy!
Eccomi di nuovo qua, in un Italia che somiglia più all'Inghilterra per via dei grossi nuvoloni neri che riempono il suo cielo.
Dopo dieci giorni in Spagna tra sole e bagni in mare ieri sono atterrata a Torino, con un ritardo di circa sette ore, e la prima cosa che ho dovuto fare è stato infilarmi la giacca per ripararmi dal vento.
Però, malgrado il tempo e malgrado la nostalgia che accompagna ogni ritorno, sono contenta di essere di nuovo a casa.
Specie perché non ci resterò a lungo e ho ancora tante, tante cose da fare prima di ripartire.
Stamattina, facendo colazione, mi sono davvero resa conto di quanto mi mancassero la mia cucina e le mie padelle: di quanto mi mancasse cucinare.
Motivo per cui passerò questi dieci giorni prima di una nuova partenza a spadellare a più non posso e, ovviamente, a fotografare e postare tutto.
Purtroppo in Spagna non avevo con me la macchina fotografica ma i luoghi che ho visto si sarebbero meritati le migliori fotografie.
A Barcellona ero stata da poco ma, come immaginavo, è una città che non delude mai e di cui è impossibile stancarsi. Girando per strade che, quest'anno, ho percorso più volte mi sentivo un po' a casa, quasi come se fosse completamente normale passeggiare sulla Rambla o girare un angolo e "incontrare" Casa Battlò.
Valencia, invece, non l'avevo mai vista e ne sono rimasta piacevolmente colpita: è una metropoli che offre tutto ciò che si possa desiderare ma che conserva comunque la calma di una piccola città.
Ora posso dire di comprendere davvero molte delle persone che scelgono Valencia per trasferirsi e lavorare!
Potrei parlare per ore di questo viaggio e di quanta magia porti con sé la Spagna ma, onde evitare di scrivere un post chilometrico, mi obbligherò a tagliare e passare alla cucina.
Aspettando il momento giusto per provare qualche delizia spagnola, ci spostiamo velocemente di nazione per passare alla Francia.
Stamattina, infatti, provavo il forte desiderio di prepararmi una buona insalata per pranzo; potevo non scegliere la salade avec le chèvre chaud?

Insalata francese con chèvre chaud.



Ingredienti per 4 persone:

250 gr di insalata mista
1 baguette
1 focaccia integrale
20 gherigli di noce
230 gr di formaggio di chèvre
olio e.v.o. q.b.
2 cucchiai di aceto balsamico
sale q.b.

Per ottenere una buona insalata di chèvre bisogna per prima cosa avere tutti gli ingredienti pronti, in quanto quasi tutto va fatto all'ultimo.
Affettate a cubetti regolari la focaccia (se fatta in casa ancora meglio!), affettate la baguette ottenendo otto fette di spessore medio e anche il formaggio di capra (se trovate quello che si taglia a rondelle ancora meglio, se no otterrete delle fette più grosse che potrete tagliare a metà).
Lavate l'insalata delicatamente facendo attenzione a non rovinarla e ponetela già nei piatti, la condirete all'ultimo.
In una padella antiaderente senza grassi ponete i cubetti di focaccia e fateli andare a fiamma media fino a che non saranno caldi e croccanti.
In un'altra padella scaldate due cucchiai di olio e fateci abbrustolire il pane finché non risulterà ben dorato.
Una volta pronto mettetelo in un piatto e, nella stessa padella, senza riaccendere il fuoco, mettete il formaggio di capra tenendolo pochi secondi per lato, basterà a farlo sciogliere.
Toglietelo dalla padella e ponetelo sui crostini.
Per ultima cosa preparate la vinaigrette mischiando due cucchiai d'olio, due di aceto e un pizzico di sale.
Aggiungete all'insalata le noci, i crostini di focaccia e il formaggio di capra: condite il tutto con la vinaigrette e, se serve, aggiustate ancora di sale. Servite subito.




Per ottenere un risultato perfetto fate cadere qualche goccia di aceto balsamico direttamente sul formaggio di capra: ne esalterà il sapore!
I crostini di focaccia integrale rendono quest'insalata ancora più golosa e croccante e, ovviamente, l'ideale è farla in casa, per questo motivo arriverà presto sul blog ;)




Buon appetito!
Valerie :)

venerdì 18 luglio 2014

Ravioli di ricotta e spinaci con sugo di rana pescatrice.

Eccomi di ritorno dopo due settimane davvero, davvero intense!
La scuola è finita, l'estate è (finalmente) esplosa e gli impegni non mancano.
Certo, stavolta parliamo di impegni alquanto piacevoli: sole, mare e cucina.
Sono tornata da pochissimo da una settimana in Francia con amici che è stata un piccolo assaggio della tanto attesa vacanza di maturità che mi aspetta!
La partenza è già dopodomani e, in questa caldissima giornata di sole, riesco a trovare finalmente il tempo per scrivere.
L'estate, nel mio caso, non è un ottimo periodo per il blog in quanto non riesco ad aggiornarlo spesso quanto vorrei ma, in fondo, questa è un'estate speciale e mi sembra giusto prendersela con calma.
Ogni volta che torno a casa, però, mi metto subito ai fornelli e sperimento piatti che durante il periodo di studio erano difficili da mettere in pratica.
Al momento mi sento leggera come una piuma e mi sembra impossibile pensare che quest'estate finirà.
Per la prima volta nella mia vita, però, la fine delle vacanze non rappresenterà un trauma in quanto aspetto ciò che verrà dopo tanto quanto aspetto con ansia le mie prossime vacanze.
Che cosa ho scelto per il futuro? Preferisco che sia una sorpresa ma, credetemi, avrò sicuramente modo di parlarvene.
Visto che la giornata avanza e il pranzo aspetta di essere preparato, passo subito al piatto di oggi: l'ho cucinato prima di partire per la Francia e ha stregato tutta la mia famiglia, me compresa!
L'ispirazione l'ho presa da una ricetta de "La Cucina Italiana" ma ho effettuato qualche modifica ;)

Ravioli di ricotta e spinaci con sugo di rana pescatrice.


Ingredienti per circa 40 ravioli:

250 gr di farina 00
2 uova intere
3/4 tuorli
500 gr di ricotta di pecora
600 gr di rana pescatrice
200 gr di spinaci 
1 gambo di sedano
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
1 carota
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe bianco q.b.
40 gr di parmigiano

Per prima cosa preparate la pasta fresca: su una spianatoia disponete la farina 00 a fontana, rompete nel mezzo 1 uovo e 4 tuorli. Iniziate a sbattere delicatamente le uova con una forchetta assorbendo man mano la farina.
Quando il composto di uova sarà abbastanza denso impastate tutto assieme fino ad ottenere un panetto di pasta liscia ed omogenea, non preoccupatevi se vi sembrerà dura e poco malleabile al tatto.
Avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo 30/40 minuti.
Intanto pulite gli spinaci e fateli appassire in padella con un po' d'olio, quando saranno cotti frullateli finemente nel mixer dopo averli strizzati bene (in modo che perdano l'olio e l'acqua in eccesso).
Amalgamate gli spinaci alla ricotta di pecora e aggiungete 40 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo (meglio se piccolo), sale e pepe bianco quanto basta.
Assaggiate il composto: dovrà risultare piuttosto sapido poiché l'involucro di pasta gli toglierà un po' della sua salinità.
Riprendete la pasta (noterete subito come si sarà ammorbidita) e iniziate a stenderla in sfoglie molto sottili. Man mano che la stendete richiudete sempre il panetto avanzato nella pellicola onde evitare che si secchi.
Con l'aiuto di un cucchiaino disponete il ripieno sulla pasta: questi ravioli sono piuttosto grossi quindi il ripieno dovrà essere poco più piccolo di una noce, fate attenzione a distanziarli abbastanza in modo da riuscire a chiuderli senza problemi.
Ripiegate la pasta su se stessa e chiudete i ravioli avendo cura di far uscire bene l'aria pressando con le mani.
Con l'aiuto di un coppapasta rotondo ricavate delle mezzelune.
Man mano che li preparate poggiateli su un canovaccio pulito ed infarinato.
Portate a bollore abbondante acqua salata e intanto preparate il sugo: tritate lo scalogno, la carota e il sedano e metteteli a soffriggere in 3/4 cucchiai d'olio. Fateli dorare e poi aggiungete la rana pescatrice tagliata a dadini. Cuocete per 3/4 minuti e poi sfumate con un bicchiere di vino bianco.
Salate, cuocete ancora per 2/3 minuti e spegnete.
Quando i ravioli saranno pronti, riaccendete il fuoco sotto il sugo e scolateli con una schiumarola dentro la padella (non preoccupatevi se aggiungerete anche un po' d'acqua) , amalgamateli bene con il sugo (sempre con molta delicatezza) e servite subito ben caldi con una spolverata di pepe bianco.


Se li volete preparare la mattina per la sera o persino per il giorno dopo dovrete congelarli.
Dopo averli fatti disponeteli su una teglia (che possa entrare nel vostro freezer) ricoperta da un canovaccio pulito e infarinato. Disponeteli in modo che non si tocchino l'uno con l'altro.
Lasciateli 2/3 ore in freezer e poi passateli in un sacchetto per congelare.
Quando li vorrete basterà tuffarli ancora congelati in abbondante acqua bollente.


Buon appetito e buon weekend,
Valerie :)

domenica 6 luglio 2014

Polpettine di pollo alla paprika su couscous agrodolce.

Finalmente lo posso dire: libera!
Eh si, libera lo sono già da un po' effettivamente ma questi cinque giorni sono passati così in fretta che non ho avuto tempo nemmeno di rendermi conto di come tutto fosse finito.
Non credo di averlo realizzato ancora adesso anche perché la sensazione di libertà che sto provando è davvero difficile da spiegare.
D'altronde si sa che l'estate della maturità è un'estate atipica e unica: niente compiti da fare e, sopratutto, niente scuola da iniziare a Settembre.
Poco importa se inizieranno altre "scuole", il cambiamento è in arrivo e risulta impossibile non esserne entusiasti!
Anche se, ormai, la maturità mi sembra lontana anni luce, ieri ho ricevuto i risultati e sono stata soddisfatta poiché era esattamente il voto che mi aspettavo e, cosa per me ancora più importante, mi hanno dato un buon punteggio d'orale, segno (tra le altre cose) che la tesina è piaciuta come speravo!
Dall'esatto momento in cui sono uscita da quella porta ho capito che avrei dovuto rifarmi del tempo passato in casa e studiare e così sono uscita, uscita, uscita, tanto che mi risulta difficile ricordare tutto quello che ho fatto.
Da oggi ricomincerò anche ufficialmente a cucinare e le mie mani non riescono a stare ferme al solo pensiero.
In questi giorni, infatti, ero da sola a casa e, non so se la pensate come me, ma cucinare per se stessi non dà le stesse sensazioni e soddisfazioni che dà cucinare per gli altri.
Avrei così tante cose da dire che potrei scrivere per ore ma, avendo pietà di voi lettori, qui mi fermo, ricordando a me stessa che tanto "ora è estate e di tempo ce n'è".
Prima di passare alla ricetta ringrazio tantissimo tutte le persone che hanno commentato il mio post precedente dandomi man forte per la maturità, mi ha fatto molto, molto piacere :)

Polpettine di pollo alla paprika su couscous agrodolce.


Ingredienti per 4 persone:

500 gr di di carne macinata di pollo
3 fette di pane morbido
2 cipollotti
1 uovo
300 gr di couscous
300 gr di pomodorini ciliegino
50 gr di uvetta
1 bicchiere di vino bianco
1 mazzolino di prezzemolo
3 cucchiai di farina
3 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di paprika dolce
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe q.b.

Mettete le tre fette di pane morbido in una tazza con un po' di latte, dovrà ammorbidirsi.
Mettete l'uva passa in una tazza piena d'acqua tiepida e lasciatela in ammollo.
In un recipiente ponete la carne macinata, l'uovo, il pane ben strizzato dal latte, i cipollotti tritati finemente (aiutatevi con una mezzaluna), 1 cucchiaio di paprika dolce, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe.
Amalgamate il tutto aiutandovi con le mani e, se il composto dovesse risultare troppo morbido, aggiungete due cucchiai di pangrattato.
In un piatto ponete la farina, il pangrattato e la paprika rimanente, mescolate.
Formate tante polpette (devono essere piuttosto piccole) e passatele in questo mix.
Ponete 3/4 cucchiai d'olio in una padella e friggeteci le polpettine, dopo due minuti innaffiatele con un bicchiere di vino bianco.
Quando saranno ben rosolate (circa 5/8 minuti) giratele e fatele dorare anche dall'altro lato.
Scolatele su carta assorbente e salatele leggermente.
Nel frattempo portate a bollore 320 ml di acqua, quando starà bollendo spegnetela, aggiungete due cucchiai d'olio e due pizzichi di sale, dopodiché versatela sopra il couscous (che avrete posto in una ciotola piuttosto capiente) e coprite con un coperchio dello stesso diamentro.
Aspettate 5 minuti, poi scopritelo e sgranatelo con una forchetta.
Tagliate i pomodorini in 4 e conditeli con olio e sale. Lasciateli macerare per una decina di minuti, anche un quarto d'ora.
Ora siete pronti per assemblare! Condite il couscous con i pomodorini e l'uvetta ben strizzata e asciugata.
Assaggiate e regolate di olio e sale.
Infilate 3/4 polpette su uno stecco in legno da spiedino e ponetene altre direttamente sul couscous.



Servite il tutto caldo ma non bollente, andrà benissimo anche tiepido.
Le polpette vanno mangiate rigorosamente insieme al couscous e, visto che quest'ultimo non è particolarmente condito, se ne avanzate ricordatevi di passarlo con un filo d'olio prima di scaldarlo, onde evitare che si secchi troppo.
Mangiando questo piatto ho pensato che non sarebbe una cattiva idea accompagnarlo con una salsa allo yogurt e credo che la aggiungerò la prossima volta, se provate...ditemelo! :)


Buon appetito e buona Domenica,

Valerie :)