domenica 25 ottobre 2015

Gnocchi con pomodorini confit, bottarga e stracciatella.

21 Maggio 2015. Primo giorno di lavoro, primo giorno in cucina.
Percorro il corridoio buio, dall'odore indefinito, passo davanti alla lavanderia, alla pasticceria e finalmente arrivo alla partita degli antipasti.
Qui inizia la mia prima stagione lavorativa. A riparlarne mi viene un nodo in gola, come ce l'avevo quella mattina: un po' d'ansia, di preoccupazione.
Quante altre volte sarei passata da quel corridoio buio: di mattina, alle sette, per fare le colazioni, di notte, dopo un'uscita con gli amici.. Quante volte avrei odiato quella strada pensando che tutto stava andando storto e quante volte l'avrei percorsa con un sorriso.
La mia estate è stata così: un turbinio di emozioni.
All'inizio è stato difficile, non lo nego. A Giugno tutti mi dicevano che il peggio doveva ancora arrivare ma, per fortuna, da lì tutto è migliorato.
Ho iniziato ad avere più consapevolezza di ciò che dovevo fare e, sopratutto, ho iniziato a conoscere la cucina in cui operavo.
Ho anche iniziato a conoscere le persone intorno a me. Persone speciali con cui è stata una gioia condividere tutto questo tempo.
Il mio è un lavoro fatto di conoscenze effimere. Ti leghi alle persone pur sapendo che, presto o tardi, dovrai abbandonarle. Dietro ogni abbraccio, ogni bacio, ogni promessa c'è la quasi assoluta certezza che non vi rivedrete. C'è chi sceglie, per questo motivo, di non legarsi, di tenersi alla larga da tutto e da tutti.
Io, francamente, non ho mai fatto questa scelta. Ho conosciuto persone che mi hanno dato tanto e che mi è spiaciuto lasciare ma tornassi indietro, posso dirlo, rifarei tutto.
Questo post è un random di pensieri che mi frullano in testa dopo una giornata passata nella mia casalinga cucina a preparare roba non poi tanto casalinga..
Ogni tanto chiudo gli occhi e mi sembra di essere ancora lì, in quel buio corridoio che portava alla cucina, ogni tanto mi sembra di sentire ancora il rumore di lavatrici, l'odore acre che sfociava nel dolce profumo di caramello non appena entravi in pasticceria.
La magia della cucina è il continuo cambiamento che ti regala, il continuo passare dalla delusione alla gioia, dalla stanchezza all'energia, dalla negatività alla positività.
Rappresenta una scarica di adrenalina che ti corre lungo tutto il corpo ogni volta che arriva una comanda, rappresenta la lucida opacità che ti prende la mente mentre ripeti operazioni fatte mille volte, che ormai fanno un po' parte di te.
Niente mi regala le emozioni che mi regala la cucina e sono sempre più felice di aver intrapreso questa strada.

Gnocchi con pomodorini confit, bottarga e stracciatella.



Ingredienti per 4 persone:

1,3 kg di patate Bologna
250 gr di farina 00
1 uovo
sale q.b.
bottarga di Muggine 
1 burrata piuttosto grossa
1 kg pomodorini tipo Pachino
olio e.v.o. q.b.
erbe aromatiche q.b. (timo,aneto,rosmarino..)



Per prima cosa preparate i pomodorini confit: pesatene 500 grammi e lavateli. Tagliateli in 4, disponeteli su una placca con carta forno, spolverizzateli con zucchero a velo setacciato, sale e un trito di erbe aromatiche a vostra scelta.
Infornate a 130 gradi per due ore, fino a che non avranno spurgato tutta l'acqua.
Nel frattempo preparate gli gnocchi (il modus operandi lo trovate qui).
Preparate ora la "passata" di pomodori: tagliate i restanti pomodorini a metà e fateli cuocere in una padella con due cucchiai d'olio, aggiungete due cucchiaini di zucchero semolato e salate.
Fate cuocere fino a che non diventeranno morbidissimi, passate il sugo ottenuto al passaverdure (per eliminare le bucce) e regolate di sale se necessario.
Mettete su una pentola d'acqua piuttosto capiente, salate e tuffateci gli gnocchi.
Non appena verranno su fateli saltare in una padella con la passata di pomodoro dolce e i pomodorini confit, spegnete ed aggiungete abbondante bottarga.
Completate ogni piatto con della stracciatella fresca e servite subitissimo :)






Buon inizio di settimana, 
Valerie :)

venerdì 16 ottobre 2015

Calamaro ripieno di patate e pesto su crema di cavolfiore.

Ora posso dirlo davvero. La stagione è finita.
Vi scrivo da casa mia, ad Asti, durante la prima giornata di sole da quando sono tornata (cioè domenica scorsa)!
Devo ammettere di essere rimasta più spiazzata da questo ritorno di quanto pensassi.
A Rimini pensavo spesso a ciò che avrei potuto fare a casa ma poi mi sono ritrovata a passare il primo giorno sul divano a guardare tutto con aria un po' stupita.
Non è cambiato niente in realtà. Dopo 5 mesi posso dire che la casa è rimasta come l'ho lasciata e anche la mia famiglia (per fortuna!).
Ciò che veramente mi ha spiazzato è stato il tempo.
Mi ero abituata a far durare due ore come fossero un giorno intero. Mi ero abituata a considerare due ore di pausa un tempo veramente lungo, da sfruttare.
Avere di colpo 24 ore libere è stato uno shock. Le cose che avevo programmato di fare erano, si tante, ma così veloci.
Il primo giorno non ho toccato un fornello.
Sono rimasta a guardare la mia cucina, che conosco così bene in ogni suo angolo, con aria sospettosa.. "So ancora cucinare qui dentro?", "i piatti mi riusciranno bene di nuovo?".
Dubbi stupidi e inspiegabili.
Dubbi che potevo abbattere solo cucinando e cucinando.
Oggi, dopo quasi una settimana dal mio ritorno, la cucina sta tornando ad essere la "mia", sta tornando la sicurezza nel muoversi tra cassetti, utensili e fornelli che hanno visto nascere la mia passione.
E che hanno visto nascere il piatto che vi propongo oggi. Ci ho pensato un bel po'...
Come lo volevo? Complicato o "casalingo"? Ho optato per un piatto semplice ma buono e bello, che non guasta mai. I sapori sono alla portata di tutti, fatta eccezione per una nota amara, che si sente in sottofondo, data dalla passata di cavolfiore.. Proprio per questo motivo fate attenzione  e scegliete un cavolfiore fresco, bello.. se no la nota amara si sentirà più del dovuto!!!


Calamaro ripieno di patate e pesto su crema di cavolfiore.



Ingredienti per 4 persone:

4 calamari piuttosto grandi
1 cavolfiore piccolo
2 patate grandi
2 cucchiaini di pesto (possibilmente fatto in casa senza aglio)
olio e.v.o. q.b.
1 fetta di pane secco
sale q.b.
1 goccio di latte


Per prima cosa mettete a cuocere le patate con la buccia fino a che non saranno morbide.
Nel frattempo scaldate un filo d'olio in una pentola, unite il cavolfiore pulito, lavato e tagliato a tocchetti. Coprite con acqua a filo, salate.
Una volta che il cavolfiore sarà ben cotto unite un goccio di latte e frullate il tutto con un minipimer ad immersione. Assaggiate e regolate di sale.
Sbucciate le patate e schiacciatele, unite il pesto, un giro d'olio, aggiustaste di sale e mescolate bene con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
Pulite bene i calamari eliminando l'osso e le viscere interne, spellatelo e sciacquatelo abbondantemente. Pulite anche le teste ottenendo i ciuffi che taglierete in 4 parti.
Frullate il pane secco finemente, ponetelo in una teglia con carta forno, condite con un filo d'olio e un po' di sale. Fate tostare a 200 gradi per 2/3 minuti.
Riempite i calamari con il composto di patate aiutandovi con una sac a poche. Ricordatevi di non riempirlo fino all'orlo poiché in cottura fuoriuscirebbe. 
Chiudete la sacca del calamaro con uno stuzzicadenti.
Scaldate una padella con un filo d'olio. Quando sarà ben caldo cuocete i calamari con i ciuffi sempre a fuoco alto (dovrete sentirli sfrigolare ben bene per avere una cottura perfetta).
Se userete calamari di pezzatura media/grossa ci vorranno circa 5 minuti, se ne userete di piccoli, invece, ne basteranno circa 3. Salate leggermente ed abbiate cura di rigirarli spesso per dargli una cottura uniforme e permettere la formazione della tipica ed invitante crosticina.
In un piatto piano ponete un po' di crema di cavolfiore, appoggiateci sopra il calamaro (che io ho preferito tagliare a grosse rondelle), spolverate di briciole di pane croccante, unite i ciuffi e completate con un filo d'olio.



Se vi piace l'idea di disporlo in questo modo abbiate cura di usare un coltello ben affilato, che riesca a fare un taglio netto e pulitelo dopo ogni rondella per non sporcare l'esterno della sacca.



Buon appetito e buon weekend,
Valerie :)

mercoledì 16 settembre 2015

Di partenze, ritorni, evoluzioni.

Si, lo so.
Nel mio ultimo post promettevo che sarei tornata a breve, che avrei presto aggiornato il blog, persino che avrei postato ricette che mi ero preparata appositamente prima di partire.
Giuro, non mentivo.
Non mentivo ma non sapevo.
Non sapevo o forse non avevo la consapevolezza di immaginare che le giornate sarebbero corse veloci, piene.
Vorrei spiegarvi piene di cosa, vorrei trovare le parole ma la verità è che non basterebbero mille pagine per comprenderlo.
Piene di lavoro, di amicizie, di infatuazioni, di momenti difficili ed indimenticabili.
I primi due mesi sono stati toccare il cielo con un dito e sprofondare un attimo dopo in un abisso profondissimo.
Sono stata messa alla prova sotto più punti di vista e non posso dire di esserne sempre uscita bene ma si, posso dire di essermela cavata.
Ormai sono arrivata quasi al termine di questa esperienza.. due, massimo tre settimane mi separano dal ritorno in "patria". Un ritorno breve, brevissimo.
Il tempo per respirare aria di casa, quel tanto che basta perché non torni la noia di un posto che già ti conosce così bene, il tempo per salutare, abbracciare e vivere persone che ti sono mancate.
Il tempo per abituarti di nuovo a casa e sarà già tempo di andar via.
Dove? No, sarebbero troppe, troppe cose per un post di rientro.
Penso a questo post da un po', senza aver ancora avuto il coraggio di scriverlo veramente.
Non sono pienamente soddisfatta ma non tornerò indietro, non cancellerò le parole scritte per scriverne altre.
Non lo farò perché so che anche in quelle non troverei piena soddisfazione.
Vorrei riuscire a scrivere una pagina su cui riversare tutto quello che ho dentro adesso e far capire tutte le emozioni, tutti gli stati d'animo che ho vissuto in quattro mesi di stagione qui a Rimini.
Ma mi accorgo che ora non è possibile.
Ciò che vi posso dire è che tornerò, tornerò molto presto con altre ricette ed altri racconti e, pian piano, il quadro si chiuderà e riuscirò a far capire qualcosa di questa meravigliosa estate.
Questo è un post così. di sfogo.
Sfogo perché non scrivere su queste pagine per così tanto è stato davvero, davvero difficile.
Le ricette fotografate prima di partire mi sembrano antiquate, rifarei tutto ora...Preferisco aspettare di tornare a casa e ricominciare ad evolvermi.
Perché è così che mi sento ora: in continua evoluzione.

Prometto,
a presto,
Valerie :)

venerdì 29 maggio 2015

Risotto ai due asparagi con lardo di Colonnata.

Primo post in diretta da Rimini.
Mi sembra passata una vita da quando sono arrivata qui mentre, in verità è poco più di una settimana.
Gli inizi sono solitamente il momento più difficile.. il momento in cui ti senti più solo e ti fai più domande.
Però, lo devo ammettere, sono stata fortunata.
Ho incontrato subito persone speciali che mi hanno fatta sentire a mio agio, facendomi passare la nostalgia.
L'estate è ancora lunga, il lavoro aumenterà sostanzialmente.. ma come primo periodo non mi posso lamentare :)
Pur passando tutta la giornata tra i fornelli immaginerete che non potrò più preparare niente non disponendo di una cucina tutta mia.
Stavolta però sono stata previdente e prima di partire ho preparato e fotografato tantiiiissime ricette per aggiornare sempre questo mio piccolo spazio.
Purtroppo salterò a piedi pari alcuni ingredienti meravigliosi trovabili specialmente in questo periodo ma, come si dice, stavolta il gioco vale la candela.
Prima che il caldo si faccia soffocante vi propongo un risottino con un ingrediente che non può mancare sulle nostre tavole: gli asparagi.
A prestissimo e.. buon inizio d'estate a tutti voi!!!

Risotto ai due asparagi con lardo di Colonnata.



Ingredienti per 4 persone:

400 gr di riso per risotto (Carnaroli, Arborio..)
brodo vegetale q.b.
1 mazzo di asparagi verdi
1 mazzo di asparagi bianchi
4 fette di lardo di Colonnata sottilissime
1 scalogno
3 noci di burro
1 bicchiere di vino bianco
parmigiano due cucchiai
1 bicchierino di panna fresca
sale q.b.
pepe bianco q.b.



Per prima cosa preparate gli asparagi: lavateli e puliteli eliminando la parte di gambo troppo dura e pelando la parte finale con un pelapatate.
Mettete da parte 4 asparagi bianchi (scegliete i più belli) e sbollentate tutti gli altri (bianchi e verdi) per 3/4 minuti.
Fate raffreddare in acqua e ghiaccio.
Frullate 3/4 degli asparagi verdi con un goccio di brodo vegetale, salate e pepate.
Tagliate i restanti asparagi a rondelle mantenendo intatta la punta.
Intanto iniziate con la cottura del risotto: ponete in una padella capiente due noci di burro, aggiungete lo scalogno tagliato sottile e fate cuocere per qualche minuto.
Unite il riso, rigiratelo bene in modo che i chicchi diventino trasparenti e fatelo tostare così per 2/3 minuti.
Sfumate con un bicchiere abbondante di vino bianco e lasciatelo evaporare a fiamma medio alta senza toccarlo.
Una volta evaporato l'alcool, abbassate la fiamma e iniziate ad aggiungere brodo stando più abbondanti ad inizio cottura. Salate e pepate subito, così avrà modo di assorbirsi (tenete conto della salinità del lardo).
Quando mancheranno circa 5 minuti alla fine unite la purea di asparagi (tenendone da parte due cucchiai) e poi gli asparagi a rondelle (le punte potrete unirle proprio alla fine).
Nel frattempo fate scaldare una piastra leggermente unta d'olio e cuoceteci i 4 asparagi bianchi tenuti da parte inizialmente. Dovranno risultare croccanti, basteranno pochi minuti.
Una volta pronto il riso spegnete la fiamma, unite un goccio di panna fresca, una noce di burro ed il parmigiano grattugiato.
Lasciate coperto per un minuto poi mantecate facendo saltare il risotto come se si trattasse di una pasta.
Noterete che diventerà molto più cremoso.
Impiattate in un piatto piano completando con qualche goccia di purea di asparagi (potete aiutarvi con una salsiera se l'avete, se no usate un cucchiaino) e una fetta di lardo di Colonnata (potete anche metterne due nel caso vi piaccia particolarmente e siano molto molto sottili).
Servite immediatamente.


Buon appetito!

Valerie :)


martedì 19 maggio 2015

Ravioli carciofi e basilico.

Ogni partenza è diversa, unica.
Le emozioni che provi cambiano a seconda di dove vai, dei motivi per cui parti..
E poi ancora, partire in compagnia, partire da soli...
Il giorno prima del fatidico momento (atteso o temuto? atteso e temuto?) ognuno prova sensazioni diverse..
Domani partirò per Rimini e inizierò ufficialmente la stagione estiva lavorando; io rientro in quella categoria di persone che è felice e, allo stesso tempo, un po' timorosa. Alla fine credo sia normale.
Mi è sempre capitato di avere un po' di paura all'inizio delle esperienze per poi, man mano che il tempo passava, dimenticarmi di com'erano stati gli inizi.
L'unica cosa sicura è che, quando parti, non sai mai cosa ti aspetterà.
Chi incontrerai, come ti troverai.. ed anche se è difficile, bisognerebbe solo cercare di non farsi troppe domande.
Vi aggiornerò da lì continuando a postare piatti, eventi e tutto ciò che l'estate romagnola può offrire a chi lavora nel mio settore.
Oggi vi lascio con una ricetta semplice, semplice ma così buona da soddisfare proprio tutti.

Ravioli carciofi e basilico.



Ingredienti per 4 persone:

300 gr di farina 00
3 uova intere
8 carciofi (io ho usato quelli piccolini, direttamente dall'orto, se usate quelli grandi 6 vanno bene)
sale e pepe q.b.
200 gr di ricotta
2 manciate di parmigiano
olio e.v.o. q.b.
1 goccio di latte
10/15 foglie di basilico
burro q.b.



Per prima cosa preparate la pasta fresca (per vedere come andare qua). Una volta ottenuta una palla omogenea e morbida, impellicolatela e ponetela a riposare in frigo per circa 30 minuti.
Nel frattempo pulite i carciofi pelando i gambi, eliminando le foglie esterne troppo dure (toglietele fino a che non diventeranno più chiare), le spine e la barba interna al carciofo.
Tagliateli e poneteli in una ciotola con acqua e limone.
Ungete una padella con un po' d'olio, fate scaldare ed unite i carciofi.
Cuocete per qualche minuto, salate, poi bagnate con un po' d'acqua, coprite e lasciate andare fino a che non diventeranno morbidissimi.
Una volta pronti trasferiteli in un mixer (facendo attenzione che non sia rimasta troppa acqua di cottura), unite la ricotta, una manciata di parmigiano, 5/6 foglie di basilico lavate e asciugate, un filo d'olio e un goccio di latte.
Frullate fino ad ottenere un composto omogeneo. Assaggiate e regolate di sale e pepe.
Tirate fuori la pasta dal frigo ed iniziate a preparare i vostri ravioli. Io ho scelto come forma la mezzaluna ma sta a voi decidere quella che preferite.
Se opterete per la mia stessa utilizzate un coppapasta rotondo e ricordatevi di lasciare un po' di spazio tra un mucchietto di ripieno e l'altro.
Ricordate anche che più è grosso il coppapasta più ripieno dovrete mettere in modo da avere una buona proporzione pasta/ripieno.
Man mano che li preparate disponeteli su una spianatoia infarinata.
Se non li servirete subito congelateli ricordandovi di appoggiarli su un canovaccio infarinato e di fare in modo che non si tocchino. Una volta congelateli trasferiteli in un apposito sacchetto.
Quando vi serviranno basterà immergerli in acqua bollente salata e aspettare 4 minuti dal bollore.
Una volta cotti scolateli dall'acqua delicatamente e saltateli con due noci di burro e 5/6 foglie di basilico spezzettate grossolanamente.
Servite con una foglia di basilico e una spolverata di parmigiano.


Buon appetito,
Valerie :)

venerdì 8 maggio 2015

Pan Brioche.

Il pan brioche porta sempre con se dei buoni ricordi..
Il pan brioche sa di dolce, di burro e marmellata, di profumi deliziosi che si diffondono per la casa..
Essì, perché quando cuoci questa delizia il suo odorino arriva in tutte, tutte le stanze.
Se c'è anche solo una persona che collega questa squisita morbidezza ad un cattivo ricordo lo dica perché, a me, non sembra possibile.
Proprio per questa sua capacità di riportarmi l'allegria mi piace prepararlo quando qualcosa non va.. quando sono turbata da tanti, troppi pensieri. Basta una fetta di questo pane dolce con il burro per farti tornare il sorriso.
Quando lavoravo al ristorante,dove solo poco tempo fa ho fatto un periodo di stage, preparavano un bellissimo pan brioche che lievitava pian piano sul forno.
Bisognava fare una certa attenzione perché, se te lo dimenticavi lì, rischiava di uscire tutto dallo stampo.. Loro lo accompagnavano con una terrina di fois gras, io faccio un po' la "regina del focolare" e lo propongo con burro e marmellata di fragole, come piace a me.



Pan brioche.

Ingredienti per circa 1 kg:

50 ml di acqua (potrebbe volercene un filo di più, dipende dalla farina)
150 gr di burro
150 gr di farina 00
350 gr di farina manitoba
120 ml di latte
12 gr di lievito di birra
10 gr di sale
2 uova + 1 tuorlo (più un altro uovo o latte per spennellare)
22 gr di zucchero



In una grande ciotola mescolate le due farine, create un buco al centro ed unite le uova sbattute.
Sciogliete il lievito di birra con lo zucchero in un po' d'acqua tiepida presa dalla dose degli ingredienti, in un altro po' d'acqua sciogliete il sale ed aggiungete il tutto alle farine.
Unite anche il latte leggermente tiepido ed iniziate ad impastare. Prendete ora il burro morbido ed iniziate ad aggiungerne poco alla volta in modo che abbia il tempo di assorbirsi bene.
Io svolgo quest'operazione a mano ma potete anche utilizzare una planetaria se l'avete.
Se dovesse essere necessario  unite ancora un filo d'acqua.
Quando l'impasto risulterà omogeneo e molto morbido ponetelo in una ciotola capiente coperto da un canovaccio leggermente umido e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti in un luogo "caldo" (io lo avvolgo semplicemente in una coperta).
Passato questo tempo dividete l'impasto in tre, formate dei filoncini ed intrecciateli.
Imburrate ed infarinate uno stampo da plumcake e disponetevi la treccia.
Fate lievitare nel forno con la luce accesa per circa un'ora.
Dopodiché spennellatelo con un uovo sbattuto (o, in alternativa del latte) ed infornatelo in forno caldo a 160 gradi ventilato per circa 40-45 minuti. Una volta pronto testate la cottura con uno stecchino di legno e lasciatelo intiepidire prima di sformarlo.


Buon appetito e buon weekend!!
Valerie :)




martedì 28 aprile 2015

Tartare di tonno fresco con mozzarella di bufala e vinaigrette alla salsa di soia.

Eccomi di nuovo qua, su queste pagine.
Questo è un post un po' speciale perché, finalmente, darò qualche spiegazione a proposito dei miei "criptici" post precedenti.
Avevate forse capito che c'era qualcosa in ballo nella mia vita.. qualche decisione importante da prendere.
Beh, dichiaro finiti i misteri!
Posso ufficialmente dirvi che quest'estate lavorerò a Rimini dove trascorrerò tutta la stagione estiva.
Nella settimana appena passata sono stata già nelle cucine che rivedrò a breve per fare un periodo di prova al termine del quale sono stata confermata :)
Dunque, ultimo periodo di riposo per me!
Non posso che dire.. meno male! Per quanto sia bello avere tempo libero e poter fare ciò che si vuole niente gratifica più del lavorare, specialmente se si tratta di continuare un sogno iniziato molto tempo fa.
Al termine della stagione estiva mi aspetterà il secondo corso dell'Alma, quello più lungo e complesso, dunque, non ci sarà tempo per fermarsi troppo.
Per tutte queste ragioni sto organizzando ora qualche viaggetto, cose che volevo fare da molto tempo e che non ho mai fatto. Mi sembra decisamente il momento migliore.
Continuerò a tenervi informati sul mio futuro culinario e sui miei esperimenti ai fornelli.
Ripartiamo da una tartare d-e-l-i-z-i-o-s-a !




Tartare di tonno fresco con mozzarella di bufala e vinaigrette alla salsa di soia



Ingredienti per 4/6 persone:

2 fette di tonno fresco (precedentemente abbattuto) piuttosto spesse 
1 mozzarella di bufala
salsa di soia q.b.
olio e.v.o. toscano q.b.
sale q.b.
basilico 10 foglie + 4 belle per guarnire

Qualche ora prima di servire il vostro antipastino preparate la vinaigrette: io non ho seguito delle dosi specifiche, ma la proporzione è all'incirca un 60 percento di salsa di soia e un 40 percento di olio. Se necessario aggiungete anche un pizzico di sale, mescolate bene e immergete le foglie di basilico lavate e spezzettate grossolanamente. 
Non vi fornisco dosi specifiche anche perché le quantità di salsa di soia variano molto a seconda del vostro gusto, il mio consiglio è sempre di assaggiare prima di aggiungere troppo prodotto.
Tagliate a cubetti di circa mezzo centimetro le fette di tonno e ponetele in una ciotola.
Tagliate nello stesso modo la mozzarella cercando di ottenere dei cubetti di dimensione simile al tonno. Mischiate i due ingredienti.
Conditeli con abbondante vinaigrette e mescolate bene. Fate riposare per circa 30 minuti in frigo e poi 10 minuti fuori frigo (potete anche dimezzare i tempi ma è importante non servirla subito in modo che i sapori si amalghimino).
Servite in dei bicchieri trasparenti e completate con una foglia di basilico fresco.



Io ho inserito questo piatto all'interno di un mix di antipasti, in porzioni più abbondanti può essere un antipasto unico, in porzioni ancora più ristrette può essere un ottimo aperitivo.
Come ultima cosa, ma non meno importante, volevo ringraziare tutti voi che vi siete dimostrati così interessati sul mio futuro lavorativo, per me vuol dire tanto.

Buon appetito,
Valerie :)


venerdì 17 aprile 2015

Risotto alla "pummarola" con salvia ed anelli di cipolla fritti.

Questa mattina mi sono svegliata presto e, insieme alla sveglia, ho subito sentito un altro, inconfondibile rumore che speravo di non udire più per un po': pioggia.
Pioggia leggera, di quella che, battendo sul vetro, ti sveglia nelle giornate autunnali.
Ma autunnali! Non ad Aprile! 
La mattinata è proseguita nel grigiore, mentre io, con un atteggiamento più da pieno inverno che da primavera, mi godevo il caffè guardando troppe puntate del mio nuovo programma preferito.
Che, guarda un po', tratta di viaggi. Sono stata ad Honolulu per un'ora e a Vancouver per un'altra. 
Mica male.
Poi sono tornata alla realtà e mi sono accorta che avevo il pranzo da preparare ed un frigo vuoto.
Pioveva ancora quindi zero voglia di uscire. L'unica soluzione possibile era inventarsi qualcosa, e alla svelta.
Proprio mentre armeggiavo tra mestoli e padelle, i primi raggi di sole hanno iniziato a fare capolino trasformando del tutto la giornata.
Tutto ciò mi ha ricordato questo mio ultimo periodo di vita.
Quando ho finito il mio primo stage, circa un mese e mezzo fa, mi ci è voluto davvero poco per incupirmi e deprimermi del mio essere obbligata a stare a casa.
Era semplicemente vacanza, quella che una volta aspettavo tutto l'anno ed ora mi stava stretta.
Poi, pian piano, ha iniziato a spuntare di nuovo il sole. Fino ad arrivare ad oggi.
Martedì si ricomincia una nuova avventura ed ogni giorno che passa sono un po' più smaniosa di partire.
Sarà una sorpresa anche per voi il mio nuovo impiego e, credetemi, vi stupirà.
Vi dico solo che cambio città e regione... si accettano scommesse.. ;)
Ma, ora, passiamo alla cucina!
Oggi vi propongo un risotto speciale, l'ho "creato" da quelle poche cose che avevo nel frigo.
Costi bassissimi e tanto, tanto sapore.
Una sola specificazione che mi sento di fare: questa è la pummarola di casa mia. Non è la ricetta classica, anche se ci si avvicina molto.


Io ho usato la cipolla, usate lo scalogno se volete. Non ho messo aglio per stavolta, ma senz'altro anche con dev'essere ottima!
Insomma, tutto ciò per dire che questo risotto è fantastico con la pummarola, qualsiasi sia la vostra ricetta, basta sia fatta con amore e attenzione ;)

Risotto alla "pummarola" con salvia ed anelli di cipolla fritti.



Ingredienti per 4 persone:

400 gr di riso carnaroli
2 scatole di polpa di pomodoro Mutti
aromi (salvia, rosmarino, basilico)
8 foglie di salvia grandi
2 cipolle
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe q.b.
zucchero q.b.
1 tomino sott'olio
burro q.b.
brodo vegetale q.b.
1 cucchiaio abbondante di parmigiano
vino bianco 1 bicchiere
olio di semi per friggere q.b.

Per prima cosa preparate la pummarola: in una casseruola ponete dell'olio d'oliva, aggiungete la cipolla tritata e fate ammorbidire a fuoco dolce (se necessario con un po' d'acqua).
Unite la polpa di pomodoro, regolate di sale e zucchero in modo che l'acidità sia giusta e unite un mazzetto aromatico.
Per quest'ultimo basterà legare insieme degli aromi con un po' di spago da cucina, in modo che poi siano facili da eliminare. 
Fatelo sobbollire per un po', in modo che i sapori si amalghimino bene.
Unite a questo punto un mezzo tomino sott'olio ben sbriciolato, fate cuocere ancora un po' poi eliminate gli aromi e frullate il tutto con un minipimer, dovete ottenere una salsa abbastanza densa.
In una padella fate sciogliere una grossa noce di burro, unite il riso e giratelo bene in modo che diventi lucido.
Fate cuocere due o tre minuti poi sfumate con del vino bianco e lasciatelo evaporare a fiamma media senza toccarlo.
Iniziate a cuocere il risotto regolandolo di sale fin da subito.
Quando sarete circa a metà cottura aggiungete 3 cucchiai di pummarola e continuate a cuocere.
Poco prima di spegnere unite un altro cucchiaio di sugo in modo che risulti ben rosso.
Intanto fate scaldare dell'olio per friggere e, quando sarà a temperatura, friggete dei sottili anelli di cipolla e della salvia lavata e ben asciugata. Scolateli su carta assorbente e salate leggermente.
Quando il riso sarà cotto, spegnete, unite una noce di burro, il parmigiano, coprite per un minuto e poi mantecatelo saltandolo come se fosse una pasta.
Impiattate subito ponendo al centro degli anelli di cipolla e due foglie di salvia fritta.
Qua e là disponete qualche "briciola" di tomino.


In questo piatto, nato così dal nulla, c'è davvero tutto: il dolce sapore del pomodoro, il croccante della parte fritta e l'acidulo del tomino che, conservato con olio e aceto, dà una nota completamente diversa al piatto.
Semplicemente,

Buon appetito.
Valerie :)

domenica 5 aprile 2015

Millefoglie di cialde croccanti con ganache al cioccolato bianco e frutti di bosco.

Semplicemente, buona Pasqua lettori!
Spero l'abbiate passata in buona compagnia e, soprattutto, che abbiate mangiato bene! :)
Sicuramente le foodies accanite si saranno divertite tra i fornelli perché, in fondo, ognuna di noi aspetta le feste più per cucinare che per festeggiare.. ;)
A parte i tipici piatti a base di agnello o capretto, sempre protagonisti dei secondi pasquali, questa è una festa in cui ci si può un po' sbizzarrire..
Pasta fresca, risotti.. per non parlare del dolce..
Io la considero la festa della Primavera, la prima occasione per utilizzare quei fantastici prodotti che iniziano a trovarsi ora sui banchi del mercato.
Così, in un baleno, i piatti si tingono di verde e, anche senza farlo apposta, è davvero difficile non ritrovarsi con un menù che gioca tutto su questo colore.
Quando ,preparando la linea di un piatto, inizio a vedere sempre più verdure ed erbe aromatiche capisco che, si, la Primavera è arrivata!
Ed anche se oggi il cielo è grigio e annuncia pioggia basterà poco a scaldarsi con un piatto che preannuncia l'estate che verrà.
Questo è proprio lo scopo del mio dolce, facile da realizzare ma di grande effetto, vi basterà osservare le espressioni dei vostri ospiti ;)

Millefoglie di cialde croccanti con ganache al cioccolato bianco e frutti di bosco.




Ingredienti per 6 persone

Per le cialde:
80 gr di burro
2 albumi
80 gr di farina
80 gr di zucchero

Per la ganache:
200 gr di cioccolato bianco di buona qualità
150 ml di panna fresca

Per completare:

1 cestino di lamponi
1 cestino di more
1 cestino di mirtilli
zucchero a velo q.b.




Per questo dolce vi consiglio di partire dal giorno prima. Potete realizzare in anticipo anche le cialde ma, sopratutto, è necessario preparare la ganache il giorno prima per poterla poi montare.
Presupponendo che partiate dal giorno prima iniziamo dalle cialde: sciogliete a fuoco basso il burro, fate intiepidire ed unite lo zucchero mescolando mene con una frusta. Fate raffreddare.
Montate gli albumi a neve abbastanza ferma e poi unitevi il composto di zucchero e burro, mescolate ancora con una frusta (non vi preoccupate se i bianchi si smonteranno un po', in questo caso non è importante).
Unite la farina setacciata ed amalgamate bene, vi consiglio di utilizzare delle fruste elettriche per questo passaggio.
Foderate delle teglie con carta forno e, con l'aiuto di un ring rettangolare per mantenere la forma, spalmate uno strato abbastanza sottile di composto.
Ricordate però che non vogliamo ottenere delle cialde sottilissime che, altrimenti, scomparirebbero con il sapore e la consistenza della ganache.
Infornate a 170 gradi per circa 10 minuti, dopodiché controllatele e, se necessario, proseguite per qualche minuto.
Occupatevi ora della ganache: fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato grossolanamente. Quando inizierà a sciogliersi  unite la panna poco per volta facendo attenzione che la temperatura non si alzi troppo (in quel caso si potrebbero creare dei grumi, toglietelo dal bagnomaria e mescolate bene con una frusta prima di continuare la cottura).

Fate raffreddare bene e ponete in frigo per una notte.
Il giorno dopo noterete che si sarà indurita: toglietela dal frigo, aspettate che si ammorbidisca un po' e poi montatela con le fruste elettriche.
Per l'impiattamento prevedete tre cialde a piatto: spalmate ognuna di ganache e coprite con dei frutti di bosco a scelta, andate avanti fino alla terza cialda (che io ho completato con dei lamponi) e spolverizzate con zucchero a velo.



Buona Pasqua,

Valerie :)

domenica 22 marzo 2015

Quaglie glassate su tortino di patate e verdure.

Buona Domenica a tutti cari lettori!
In questa giornata così uggiosa (qui ad Asti piove da due giorni ormai!) per me c'è solo tanta felicità.
Il mio ultimo post aveva molte sfumature di tristezza ed è stato effettivamente un periodo un po' difficile..
Ho dovuto prendere decisioni importanti e fare ordine nella mia testa scegliendo e capendo ciò che veniva prima di tutto il resto.
Alla fine, come sempre ho fatto e come sempre farò, ho scelto la cucina. Il lavoro. Con la voglia di fare e di mettermi in gioco che ho ora non avrei potuto prendere un'altra decisione.
So che molti di voi non capiranno a cosa mi sto riferendo ma sembra che questa stagione estiva mi porterà tante novità e avrò tanto tempo per raccontarvele.
Per ora voglio condividere con voi una sensazione.. una sensazione di grande felicità e, soprattutto, tranquillità che non provavo da un po'.
Ora come ora trovo sia fondamentale essere soddisfatti e convinti delle proprie scelte e cercherò di andare avanti sempre con questo spirito, quello di non avere mai rimpianti.
Con un post così non posso che condividere con voi una ricetta che io ho assolutamente adorato e di cui vado particolarmente fiera.


Non saprei come definire questo piatto.. è un insieme. Un insieme di tradizioni e innovazioni, insomma, spero vi piaccia come è piaciuto a me ;)


Quaglie glassate su tortino di patate e verdure.

Ingredienti per 4 persone:
4 quaglie 
500 gr di patate
2 cucchiai e mezzo di salsa di soia
2 cucchiaini di miele
1 tuorlo sodo
un mazzo di prezzemolo
8 capperi sotto sale
mezzo spicchio d'aglio
40 gr di pane
1/2 bicchiere di aceto
4 acciughe sott'olio
olio e.v.o. q.b.
4 carote novelle (con il loro ciuffo)
4 pomodorini ciliegino
sale q.b.
pepe q.b.

Per prima cosa preparate le quaglie: pulitele da eventuali piume rimaste e dividetele in quarti, cioè due parti dal petto e le due cosce.
Eliminate l'ala ottenendo soltanto i cosiddetti "cuori" di petto ed eliminate anche il femore dalla coscia.
Mettete in frigo in attesa di cuocerle.
Fate bollire le patate con la buccia fino a che non saranno morbide, sbucciatele e schiacciatele.
Aggiungete olio, sale, pepe e mescolate energicamente con una frusta per ottenere un composto omogeneo.
Preparate nel frattempo il bagnet verde piemontese: in un mixer ponete le foglie di prezzemolo ben asciutte, il pane bagnato nell'aceto e poi strizzato, le acciughe, i capperi ben lavati, l'aglio e l'olio (iniziate con non troppo olio, poi ne aggiungerete se necessario).
Frullate il tutto e regolatevi di olio e sale (che, però, non dovrebbe servire) fino a che non otterrete un composto ben amalgamato ma non liscio, non aspettatevi una salsa fluida.
Sbucciate le carote, eliminate una parte di ciuffo lasciandone comunque 3/4 cm, mettetele su una placca da forno con un po' d'olio, sale e pepe.
Infornate a 160 gradi ventilato fino a che non saranno morbide (ci vorrà un 20/30 minuti).
Incidete i pomodorini (non eliminate il picciolo) e sbollentateli per 30 secondi, dopodiché spellateli e salateli leggermente.
In un pentolino mettete il miele e la salsa di soia, fate ridurre a fuoco basso fino a che il miele non si sarà ben sciolto.
Scaldate un po' d'olio in una padella capiente, quando sarà ben caldo aggiungete le quaglie e fatele colorare da entrambe le parti, irrorate la carne con la riduzione preparata precedentemente e cuocete fino a che la pelle non sarà ben dorata.
Per i petti ci vorrà qualche minuto, per le cosce un pochino di più.
Ricordate che è una carne che va servita rosata. Il sale non dovrebbe servire poiché la salsa è già piuttosto sapida ma vi consiglio comunque di assaggiare prima di servire.
Siete pronti ad impiattare: se avete preparato le patate e le carote con un po' d'anticipo riscaldate le ultime in forno qualche minuto e le patate un minuto nel microonde.
Con l'aiuto di un coppapasta rettangolare formate un tortino di patate, disponeteci sopra una riga di bagnet verde e il petto della quaglia.
Davanti al tortino ponete la carota, le cosce ed il pomodorino.


Buona settimana e buon appetito,
Valerie :)

giovedì 12 marzo 2015

Cannelloni con ragù di pesce bianco e spuma di ricotta di Seirass.

La Primavera si avvicina sempre più e, finalmente, il cambiamento si inizia a sentire.
I primi giubbotti più leggeri, la voglia di uscire a fare delle passeggiate: tutto cambia.
Per me questo è un momento un po' difficile, sono "costretta" a stare a casa.. non nel senso che io non sia libera di uscire, quanto più non sono libera di lavorare.
Ricordo benissimo che, quando andavo a scuola, una settimana di vacanza mi sembrava durare un secondo, ora mi sembra durare un mese.
Parlandone ad una mia amica mi sono sentita dire che ciò accade perché "ora faccio quello che mi piace".
Verissimo. Ma ciò mi aiuta ancor meno.
In questi giorni mi sono sentita spesso un po' giù, cosa che non è decisamente tipica del mio carattere. E questo è, in realtà, il motivo per cui ho lasciato passare un po' di tempo dal blog, non amo scrivere se non ho l'umore adatto..
Ma oggi è un altro giorno e mi piace credere che sia un giorno migliore.
Il sole splende ed io mi sento di nuovo viva :)
Quindi non potevo che condividere una ricetta a cui sono particolarmente legata, la pensavo da tempo e vederla realizzata nel piatto è stato un vero piacere.
Non ha una lavorazione brevissima ma potete sempre optare per dei cannelloni già pronti che vi accorceranno notevolmente il lavoro.

Cannelloni con ragù di pesce bianco e spuma di ricotta di Seirass.



Ingredienti per 4 persone:

200 gr di farina 00
2 uova
150 gr di ricotta di Seirass
1 branzino grosso o 2 piccoli
uova di lompo q.b.
4 gamberi
2 calamari
nero di seppia q.b.
200 gr di latte
20 gr di burro
15 gr di farina
sale e pepe bianco q.b.
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 pizzico di noce moscata
2 bicchieri di vino bianco





In una casseruola mettete un goccio d'olio, unite la carota, il sedano e la cipolla tagliata a pezzettoni, le teste ed i carapaci dei gamberi (che avrete pulito in precedenza), fate tostare molto bene, sfumate con un bicchiere di vino bianco, fate evaporare e coprite a filo con acqua fredda. Cuocete coperto a fiamma bassa per circa 2 ore.
Poi preparate la pasta fresca (vedi qui), quando avrete ottenuto un panetto liscio mettetelo in frigo a riposare per circa 30 minuti.
Preparate il ragù: se non ve lo siete già fatto pulire dal pescivendolo pulite il pesce e sfilettatelo, privatelo delle spine con l'aiuto di una pinza spinapesce e tagliatelo a cubetti di circa 0,5 cm.
Fate lo stesso anche con i gamberi.
Scaldate in una padella due cucchiai d'olio, aggiungete la polpa di branzino, fate "colorare", poi unite i gamberi e sfumate con il vino bianco.
Fate evaporare l'alcool a fiamma alta, regolate di sale, pepe e spegnete (è una cottura molto veloce che tiene conto anche del tempo in forno).
Preparate la besciamella: in un pentolino fate scaldare il latte, in un altro sciogliete il burro, unite la farina a quest'ultimo e mescolate subito con l'aiuto di una frusta (otterrete il roux).
Fatelo cuocere per qualche secondo in modo che si colori leggermente poi iniziate ad aggiungere il latte (che unirete in due volte) sempre mescolando con la frusta per evitare la formazione di grumi.
Una volta che si sarà addensata cuocete, sempre mescolando, per ancora un minuto poi spegnete, regolate di sale, un pizzico di noce moscata e coprite con la pellicola a contatto.
Riprendete la pasta fresca, tiratela fino al penultimo passaggio e ottenete dei rettangoli non troppo grossi (aiutatevi con una rotella tagliapasta); scottateli in acqua bollente leggermente salata per 2 minuti circa.
Scolateli appoggiandoli su un canovaccio pulito.
Riempiteli con il ragù di pesce lasciando però un po' di spazio alle estremità, chiudeteli e poneteli a gruppi di due su una leccarda coperta da carta forno.
Filtrate la bisque di gamberi che avevate preparato inizialmente e mischiatela con la besciamella, non unitela tutta ma procedete fino a che non otterrete una besciamella leggermente rosata, non troppo spessa e con un buon sapore di gambero.
Fatela colare sui cannelloni in modo che siano ben coperti e infornate a 180 gradi per circa 20/30 minuti (dopo i 20 iniziate a controllarli).
Nel frattempo pulite i calamari e tagliateli a rondelline mantenendo intatti i ciuffi.
Ponete in una ciotola la ricotta di Seirass con un goccio di latte, un pizzico di sale e montatela con delle fruste elettriche per qualche secondo in modo che diventi bella spumosa.
Ponetela in una sac a poche con bocchetta a stella.
Fate scaldare una padella con un goccio d'olio e cuocete a fiamma alta gli anelli di calamaro. Salate.
Sfornate i cannelloni, fateli riposare 5 minuti, poneteli sul piatto di portata, riempite con la ricotta le estremità, poneteci qualche uova di lompo e qualche goccia di bisque di crostacei.
Completate il piatto con gli anelli di calamaro spadellati e qualche goccia di nero di seppia.



Buon appetito,
Valerie :)

lunedì 2 marzo 2015

Risotto alle alici con briciole di rapa rossa e basilico fritto.

Oggi vi scrivo davvero, davvero contenta.
Sarà per il bel sole che splende fuori dalla finestra, sarà che sono proprio orgogliosa del pranzo che ho preparato.. sarà che ho tante, tante cose da raccontarvi!
Come previsto il mio stage è finito due giorni fa e di colpo tre mesi e mezzo mi sono sembrati volati in un baleno.
Ora, davanti a me, si aprono due mesi di incertezza.
Il motivo per cui ho concluso proprio ora il mio stage è che presto dovrò subire una piccola operazione che avrà bisogno del suo periodo di degenza per cui prevedo di dovermi fermare per un mesetto.
La data però non è ancora fissata ed io spero di saperla molto, molto presto.
L'operazione non mi preoccupa in quanto non è nulla di grave, quanto più mi spaventa l'idea di fermarmi per così tanto tempo.
Lo so, a molti un mese e mezzo di stop non sembrerà la fine ma, pur essendo a casa solo da ieri, già iniziano a venirmi le prime ansie..
Per certi aspetti conosco bene la pigrizia e so che mi appartiene ma preferirei fare qualsiasi cosa pur di non dover rimanere in casa ad aspettare di rimettermi in forma..
Malgrado ciò non perdo il mio ottimismo, so che una volta che avrò affrontato e superato questo momento mi aspetteranno tante altre esperienze meravigliose.. :)
Intanto mi godo queste belle giornate recuperando tanti momenti persi con le amiche e preparando piatti che volevo preparare da troppo tempo..
Quello che vi propongo è stato il nostro pranzo di oggi e ha ricevuto l'approvazione dei miei fratelli (piuttosto esigenti se si parla di cibo)!
La caratteristica di questo risotto, dal gusto sinceramente sorprendente, sono gli ingredienti: pochi, di qualità ma sopratutto economici.
Sono la prima ad apprezzare determinati prodotti, eccellenti ma costosi, ma credo che sia importante anche valorizzare materie prime fantastiche a basso prezzo.
Non so se avete avuto l'occasione di vedere l'intervento di Massimo Bottura a "Che tempo che fa" ieri sera ma le sue parole sullo spreco del cibo e sull'importanza di saper valorizzare tutti gli ingredienti sono state davvero di ispirazione.
Quindi segnatevi questa lista e scommetto che nessuno riuscirà ad indovinare quante poche cose abbiate utilizzato per questo risotto!

Risotto alle alici con briciole di rapa rossa e basilico fritto.


Ingredienti per 4 persone:

400 gr di riso Carnaroli
2 noci di burro Occelli
1 vasetto di alici sott'olio
2 rape rosse bollite e spellate (volendo le vendono anche imbustate al supermercato)
4 fette di pane
olio e.v.o. q.b.
1 goccio di panna fresca
sale q.b.
brodo vegetale q.b.
1 bicchiere abbondante di vino bianco
1 cipolla 
8 foglie di basilico
olio di semi per friggere



Per prima cosa occupatevi delle rape: sminuzzatele con l'aiuto di un coltello ben affilato fino a che non saranno a dadini, conditele con un goccio d'olio, un pizzico di sale, disponetele in modo uniforme su una teglia con carta forno e infornate a 100 gradi per un'ora circa.
Prelevate le alici dal vasetto (a peso sgocciolato dovrete averne circa 100 grammi) e dividetele in tre porzioni: due sminuzzatele velocemente al coltello (tanto poi si scioglieranno in cottura), la terza parte ponetela in un mixer con il pane.
Frullate fino ad ottenere delle briciole, condite con un filo d'olio e ponetele su una teglia con carta forno, infornate insieme alle rape per 10/15 minuti (fino a che non saranno ben dorate).
Tritate la cipolla e ponetela in un wok (o una padella capiente) con un po' d'olio, fatela stufare e unite un terzo delle alici sminuzzate, quando la cipolla sarà pronta unite il riso e fatelo tostare a fuoco medio per 1 / 2 minuti, rigirandolo bene in modo che i chicchi diventino lucidi.
Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare a fuoco alto senza toccare il riso.
Una volta che l'alcool sarà evaporato abbassate il fuoco e iniziate ad aggiungere brodo (potreste anche usare il dado ma alla fin fine cosa costa mettere su carote, cipolle, sedano e tanta tanta acqua?), salate (poco!! Le alici sono già ben salate.. se necessario ne aggiungerete dopo) e portate avanti la cottura fino a che il riso non sarà pronto.
Nel frattempo sciogliete in un pentolino il burro con l'ultima parte di alici che vi è rimasta e mettete sul fuoco dell'olio di semi a scaldare.
Una volta che il riso sarà pronto spegnete, unite il burro aromatizzato, un terzo delle briciole di pane croccante, un goccio di panna e fate riposare con il coperchio per un minuto.
Intanto friggete le foglie di basilico (attenzione che non appena le mettete giù potrebbero schizzare) e scolatele su carta assorbente. Salate leggermente.
Dopo di che mantecate il riso facendolo saltare nella padella e, se necessario, aggiungete ancora un mestolo di brodo.
Servite subito decorando con le briciole di rapa rossa, le briciole di pane alle alici rimaste ed il basilico fritto.



Buon appetito e buona settimana,
Valerie :)





martedì 17 febbraio 2015

Tarte aux framboises.

Buonasera a tutti, spero che la vostra settimana sia iniziata davvero bene!
Il maltempo è tornato alla carica anche qui e Sabato sera ci ha persino regalato qualche grosso fiocco di neve che è andato via veloce come è venuto.
Vi scrivo distesa sul letto, con gli occhi che già un po' si chiudono malgrado l'ora; oggi è stata una giornata davvero pienissima: partendo dal classico "oggi cucino giusto un piatto e poi mi riposo" sono arrivata a strafare e sono stanca quasi come un giorno di lavoro.
Ma almeno non sono stata messa di fronte a scelte impossibili.. preparare il pane o il dolce? Il pranzo o la cena? 
Poi viene il bello: sedersi a fine giornata e riguardare tutte le foto fatte ai piatti, essendo, diciamolo pure, orgogliosi dei nostri sforzi.
Malgrado il lavoro al ristorante e il corso di cucina professionale, cucinare a casa mi piace sempre.
Sarà perché la mia cucina è stata il mio gymnasium, dove ho mosso i primi passi, ho imparato le prime cose e ho fatto i primi disastri.
A volte ripenso ai primi piatti cucinati e mi spunta il sorriso.. se penso a quante cose ho imparato in questi due anni e mezzo.. Chissà quanto sorriderò ripensandoci tra vent'anni (rigorosamente passati in cucina)!
Comunque sto divagando, questo post riflette la mia stanchezza di stasera dunque.. meglio passare alla ricetta!
Io vado letteralmente pazza per le crostatine di frutta.. un amore nato da piccola, quando, da bambina molto rompiscatole, mi rifiutavo di fare colazione al bar se non trovavo questi deliziosi cestini colmi di frutta.


Crescendo ho imparato ad apprezzare anche mooolti altri prodotti da prima colazione ma queste tartes non possono che rimanere nel mio cuore..!
Per fare le cose perfette non potevo che proporvele con i miei frutti preferiti.. ma la decorazione è il momento divertente di questi dolcetti quindi,, sbizzarritevi!

Tarte aux framboises.




Ingredienti per 4 crostatine:

Per la pasta frolla:
200 gr di farina 00
75 gr di zucchero
90 gr di burro
2 tuorli 
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema pasticcera:
150 ml di latte
1 tuorlo
1 baccello di vaniglia
15 gr di farina
45 gr di zucchero

2 cestini di lamponi

Per prima cosa preparate la pasta frolla: ponete in un mixer tutti gli ingredienti meno due cucchiai di farina, frullate fino ad ottenere un composto bricioloso, trasferitevi su un tagliere e impastate velocemente unendo la farina tenuta da parte.
Otterrete un panetto liscio ed omogeneo che avvolgerete nella pellicola e farete riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Intanto preparate la crema pasticcera: in un pentolino scaldate il latte con i semini del baccello di vaniglia che avrete inciso ed il baccello stesso, attenzione a non farlo arrivare a bollore.
In una tazza amalgamate il tuorlo con lo zucchero e, successivamente, con la farina: otterrete un composto piuttosto duro ma omogeneo.
Quando il latte sarà caldo eliminate il baccello ed unitene due cucchiai al composto prima ottenuto mescolando con una frusta in modo che non si formino grumi, unite poi il resto del latte e riportate sul fuoco mescolando continuamente.
Quando si addenserà cuocete ancora un minuto, poi spegnete, trasferite la crema ottenuta in una tazza e coprite con la pellicola a contatto.
Una volta raffreddata fatela rassodare in frigorifero.
Riprendete la pasta frolla, stendetela ad uno spessore di circa 5 mm e foderateci 4 stampini da crostatina (possibilmente in alluminio). Bucherellate il fondo e i bordi con una forchetta.
Visto che dovrete cuocerli in bianco copriteli con un foglietto di carta forno e poi con un peso da cottura (possono essere ceci, fagioli secchi, riso oppure i veri e propri pesetti che vendono nei negozi di articoli casalinghi).
Cuocete a 180 gradi per 10 minuti, togliete i pesi e cuocete per altri 6/7 minuti fino a che i bordi non saranno leggermente dorati.
Sfornate subito facendo attenzione a non rompere i vostri cestini e lasciate raffreddare.
Riempiteli con la crema pasticcera, livellatela e decorate con i lamponi freschi, lavati e ben asciugati.
Spolverizzate con abbondante zucchero a velo e.. buona merenda!


Per una conservazione ottimale tenetele le crostatine in frigo assicurandovi che siano coperte.. una tortiera sarebbe l'ideale ma anche l'alluminio può andare bene :)

Vi auguro una felice settimana,
Valerie :)